Scanno: l’arte del tombolo e dell’oreficeria

 

(DAM) Scanno – Una delle più importanti espressioni dell’artigianato artistico abruzzese è sicuramente la lavorazione del merletto a tombolo le cui origini si perdono nella notte dei tempi., anche se taluni studiosi la fanno risalire all’influenza delle maestranze lombarde dalla seconda metà del XV secolo in poi.

A tutt’oggi, diversi centri dell’Abruzzo interno, garantiscono continuità a quest’arte: Pescocostanzo, Canzano, L’Aquila e soprattutto Scanno.

Ciò che rende particolare il merletto scannese è il suo utilizzo, poiché non è cucito solo sull’intimo o sulle tovaglie di casa, ma anche sul caratteristico abito femminile ed in particolare sul corpetto chiuso dai bottoni del corredo nuziale, dando vita ad uno dei più pittoreschi vestiti d’Italia.

Anche il modo di lavorazione del tombolo scannese è particolare. Si intreccia un filo di cotone per costruire il merletto e/o il pizzo sul tombolo (un cilindro pieno di paglia), usando due piccoli fusi in legno, detti “fuselli”.

Le “merlettiere”, alle quali fin da piccole veniva insegnata l’arte del tombolo che sarebbe servita per arricchire il proprio corredo da sposa, passavano d’inverno intere serate davanti al camino a realizzare delle vere e proprie opere d’arte i cui disegni erano raccolti in delle specie di antichi cataloghi che le artigiane custodivano gelosamente e tramandavano da madre a figlia.

All’arte del merletto, del tombolo, e della dote nuziale della sposa è collegata anche la rinomata tradizione orafa di Scanno, che produce bottoni, ciondoli, spille e piccoli orecchini, le cui tecniche di lavorazione sono rimaste pressoché immutate nei secoli.

Manufatti dell’artigianato locale che si possono ammirare e acquistare nelle caratteristiche botteghe del centro storico di Scanno.

Stefano Muzi

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Tombolo Scannese
Tombolo Scannese
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