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Panoramica sulla ristorazione abruzzese durante la pandemia

(DAM) Abruzzo – Nella giornata odierna il governatore Marsilio ha annunciato che, stando alle prime anticipazioni del rapporto settimanale della Cabina di regia riguardo all’indice di contagio, l’Abruzzo tonerà a tingersi di giallo domenica 31 Gennaio. Ripartiranno dunque diversi esercizi costretti a chiusure prolungate, quali ristoranti e bar, ad oggi aperti soltanto per l’asporto e la consegna a domicilio.

Il passaggio alla zona gialla costituisce un passaggio di fondamentale rilevanza per le imprese della ristorazione, che potranno riprendere le loro attività in totale sicurezza, seppure con il disagio dell’orario ridotto.

Il delivery come “salvagente” per le attività

Durante questi estenuanti mesi di alternanza fra lockdown generali e riaperture contingentate i ristoratori hanno fatto fronte a numerose difficoltà per contenere il più possibile le perdite pur assistendo, inevitabilmente, a significative riduzioni degli incassi. Per un lungo periodo molti imprenditori hanno puntato tutto sul delivery, tenendo sempre presenti le evoluzioni dello scenario sociale ed economico del nostro Paese e rimodulando i confini e l’approccio del settore.

Si è trattato e si tratta di cambiamenti necessari non solo per seguitare a servire la clientela fidelizzata, ma anche per contrastare lo spettro della disoccupazione.

Se inizialmente la conversione del lavoro è stata adottata semplicemente come “salvagente” per limitare i danni inferti dalla pandemia e salvare il salvabile, attualmente questa risponde anche a un’esigenza ormai diffusa e indiscutibile: benché l’asporto non possa sostituire la ristorazione, la domanda di pasti a domicilio c’è e, stando alle previsioni future, continuerà ad esserci. Ad ogni modo tali soluzioni non si adattano a ogni tipo di ristorazione; non è pensabile, ad esempio, portare a domicilio specialità più ricercate e gourmet, soprattutto nei piccoli borghi, si punta su una cucina più ricercata.

In crisi anche l’intera filiera agroalimentare

Gli esiti del delle varie chiusure alle quali sono state sottoposte le attività di ristorazione in questi mesi per contenere la propagazione del Covid-19, hanno riguardato anche l’intera filiera agroalimentare, sfavorendo le numerose tipicità della regione abruzzese.

I contributi per indennizzare le attività colpite dalle sospensioni e dalle chiusure non sono tuttavia sufficienti per coprire tutte le spese e far ripartire le attività. Occorre dunque prevedere un ulteriore ed immediato sostegno economico per tutelare l’economia e l’occupazione in un settore chiave della nostra regione, che conta istituti alberghieri per l’alta formazione nel l’ambito dell’accoglienza e della ricettività .

Maria D’Argento – Discovery Abruzzo Magazine