Origini del Ferragosto e cenni sulle usanze culinarie abruzzesi

(DAM) Abruzzo – Il 15 agosto, il “Ferragosto”, ossia la festa più attesa dell’estate ha origini pagane successivamente mutuate dalla Chiesa Cattolica.

Questa festività ha origine dalla tradizione dei “Consualia”, festività dedicata al Dio Conso, divinità romana della terra e della fertilità. E’ stata ufficialmente istituita nel 18 a.C. con Augusto, poiché pare che “Ferragosto” deriverebbe dal latino “feriae Augusti” (riposo di Augusto), cioè l’imperatore Ottaviano Augusto, primo “princeps” romano, da cui prende il nome nel calendario anche il mese di agosto.

Dunque, “Ferragosto”, sta a definire un periodo di riposo con feste e celebrazioni anche per la pubblica amministrazione.

In questo periodo, c’era una pausa nei lavori dei campi e per festeggiare ciò, gli animali da tiro a riposo, venivano adornati di fiori. I proprietari dei terreni davano un regalo ai contadini che gli omaggiavano degli auguri.

In epoca romana pagana, i festeggiamenti inizavano il 1 agosto e duravano per tutto il mese, col giorno 13 dedicato alla dea Diana.

Solo con il Cattolicesimo la festività di “Ferragosto” ricorrerà il 15 agosto. Intorno al VII secolo d.C., la Chiesa Cattolica farà sua questa festività popolare collegandola a quella dell’ “Assunzione” di Maria, cioè l’accoglimento della Vergine Maria in cielo anima e corpo.

In Abruzzo esistono numerose tradizioni legate alla festività di Ferragosto con tavole imbandite di ogni ben di Dio, gite fuori porta, soprattutto in campagna e in montagna. Ovviamente, le specialità culinarie sono influenzate dalla doppia anima di questa regione,quella montana e quella marina.

Secondo una recente ricerca, sarebbe la carne ovina il piatto forte del 15 agosto in Abruzzo con una media di spesa di 81 euro. Ovviamente, la parte del leone la fanno gli immancabili arrosticini cotti alla fornacella col carbone nelle aree attrezzate, senza dimenticare piatti tipici del Gran Sasso a base di agnello come la “Pecora alla Coatta” di Arsita (Te) e la “Pecora alla Callara” di Farindola (Pe) che si fa anche in alcuni comuni del teramano interno.

In Provincia di Chieti, nel Vastese e in Val di Sangro, si sta diffondendo molto la variante tipica degli arrosticini di ventricina.

Ma, per gli amanti impenitenti del mare, anche nel giorno di Ferragosto, è possibile gustare i ricchissimi brodetti che ogni marineria che si rispetta ha, come quello alla Vastese, quello alla San Vitese, alla Pescarese, alla Pinetese e alla Giuliese, con cui condire anche la pasta.

Per gli amanti dei primi piatti tradizionali, invece non possono mancare i maccheroni alla chitarra con le pallottine o con la carne macinata e funghi in bianco e il timballo che per gli amanti delle vecchie abitudini, vengono gustati d’asporto in piatti e contenitori durante le scampagnate con sedie e tavolini, come avveniva ai tempi delle nostre nonne, prima del boom della moda dei ristoranti e dei punti ristoro un po’ ovunque.

Per i dolci, non possono mancare i tipici fatti in casa, come ad esempio le sfogliatelle e i bocconotti o i cellipieni, ovviamente il tutto annaffiato con liquori tipici come la ratafia e la genzia.

Il Direttore di Discovery Abruzzo Magazine – Cristiano Vignali

Precedente Roccascalegna: Speciale sul poeta dialettale guardiese Modesto Della Porta a 80 anni dalla sua scomparsa Successivo A cena con i monaci di Villa Celiera