Massa d’Albe – Appuntamento con la Storia

Alba Fucens

(DAM) Massa d’Albe (AQ) – Famoso per ospitare l’area archeologica di Alba Fucens, il comune di Massa d’Albe vanta uno sguardo sulla Storia a tutti i livelli.

È un territorio che affonda le proprie radici nella Storia antica, quello di Massa d’Albe, alle pendici del Monte Caforna e nel parco naturale regionale Sirente-Velino.
Il suo nucleo più antico, infatti, rivive ancora oggi nell’area archeologica di Alba Fucens, che offre al visitatore dei giorni nostri l’opportunità di ammirare uno spaccato di vita in epoca romana.

Il percorso dell’importante colonia di Alba Fucens, però, non si è cristallizzato all’epoca latina ma si è addentrato nei secoli successivi, lasciandoci una testimonianza tangibile dell’importanza nel sito durante il trascorrere del tempo.
Fiorente in epoca repubblicata e imperiale, Alba Fucens viene successivamente occupata dai bizantini durante le guerre gotiche. Da quel momento, il destino della colonia si lega a doppio filo con quello del sovrastante borgo di Albe.

Massa d’Albe viene annesso alla Contea dei Marsi nell’860 d.C., vivendo il momento di massima importanza tra il X e il XII secolo, quando il Conte dei Marsi Berardo il Francisco riesce a rendere indipendente il territorio dal Ducato di Spoleto, cui era fino ad allora soggetto. Con il successivo avvento dei Normanni e poi con l’istituzione del Regno delle Due Sicilie, Massa d’Albe diventa il punto di riferimento politico della Contea: signori del feudo saranno nell’ordine i Durazzo, i Colonna, i Caldora, gli Orsini e nuovamente i Colonna.

Massa d’Albe come la vediamo oggi è frutto della ricostruzione congiunta di due villaggi distinti: Massa e Corona, entrambi completamente rasi al suolo dal devastante terremoto del 1915. Durante la Seconda Guerra Mondiale il comune diventa teatro di importanti avvenimenti: trovandosi sulla linea Gustav, infatti, Massa d’Albe ospita un comando delle SS che sceglie il diroccato Castello Orsini come sede delle operazioni. L’attività partigiana nei dintorni si fa quindi intensa e i bombardamenti degli Alleati provocano danni ingenti.

Oltre all’area archeologica di Alba Fucens, Massa d’Albe conserva testimonianze architettoniche importanti delle epoche successive. Tra queste, suggestiva è la chiesa di San Pietro in Albe: in stile romanico, rappresenta uno dei monumenti più importanti dell’Abruzzo per il suo valore architettonico e l’arredo decorativo. Originariamente la chiesa ospitava affreschi databili tra il XIV e il XVI secolo, una cappella interna di periodo tardo-gotico, il portale della torre campanaria e il convento. Già nel Settecento sono stati aggiunti ammodernamenti in stile barocco mentre, dopo il terremoto del 1915, si è provveduto alla ricostruzione delle parti distrutte.

Tra le architetture militari spicca Castello Orsini, fortezza sulla collina di San Nicola mantenutasi integra fino al terremoto del 1915, quando viene gravemente danneggiata e abbandonata insieme al resto del paese, che sarà ricostruito poco più in basso.
La struttura, voluta dagli Orsini per la sua posizione strategica, sorgeva sulle rovine di una precedente fortezza difensiva che era stata nel Quattrocento proprietà dei Conti dei Marsi e successivamente distrutta da Carlo I d’Angiò. Dopo l’abbandono nel 1915, Castello Orsini verrà utilizzato dalle SS in difesa della Linea Gustav, tornando a svolgere scopi militari. Il Castello si presenta a pianta rettangolare con 4 torri, delle quali solamente è sopravvissuta alla violenza del sisma.

Del patrimonio naturalistico di Massa d’Albe fa parte la Grotta di San Benedetto, detta anche del Cristiano. Larga oltre 20 metri, sorge a mezza costa sul Monte Velino, a circa 1600 metri sul livello del mare. Nelle fonti antiche persiste il ricordo di un eremita che l’avrebbe abitata, del quale tuttavia non si conosce né il nome né il periodo storico di appartenenza. Secondo alcuni documenti, sarebbe stata sepoltura dell’eremita Beato Benedetto, successivamente spostato nella chiesa di San Pietro in Albe.

Claudia Falcone – Discovery Abruzzo Magazine

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