Le Farchie 2020 di Fara Filiorum Petri

DAM) Fara Filiorum Petri – L’edizione delle Farchie 2020 si è svolta come di consueto, in una atmosfera di folclore popolare, fra religiosa devozione verso il patrono locale “lu Sand’Andonie” che ogni occasione è buona per acclamare fra canti e balli della tradizione intercalati da assaggi a profusione di un buon bicchiere di vino rosso nostrano e di frittelle.É stata la prima volta che assistevo  al rito ancestrale dell’accensione delle farchie,  ed è stato pressoché degno della fama che lo accompagna.La cosa che più mi ha favorevolmente colpito é la partecipazione dei più giovani, soprattutto delle ragazze che sono l’anima della festa delle varie contrade faresi, mentre gli uomini innalzano in circolo le Farchie al cielo con leve e funi prima dell’accensione.Significativa la presenza di italo – americani che ritornano a Fara per le farchie e quella dei bambini, perché il rito viene tramandato da nonno a nipote, da padre in figlio. Un evento che sopravvive alla pseudo modernità globalista perché é nel Dna dell’identità farese, esaltata anche nel marketing dei gadget come cappelli “Faresi al 100%” e dalle felpe celebrative dell’evento indossata dai protagonisti, cioè il popolo delle contrade. Qui di seguito un approfondimento storico sulle Farchie di Fara Filiorum Petri a cura di Irene Pomante.

Il Direttore di Discovery Abruzzo Magazine – Cristiano Vignali

A Fara Filiorum Petri, Borgo abruzzese in provincia di Chieti e di origini longobarde, ogni 16 e 17 Gennaio si svolge una festività religioso/folcloristica in onore di S.Antonio Abate, protettore del fuoco, del bestiame e dei campi , con la manifestazione fra sacro e profano denominata: ” Festa delle Farchie”.

Il termine ” Farchia” e’ probabilmente di origine araba e significa ” torcia”.

Il rito attuale, benché abbia una origine longobarda legata alla fine delle celebrazioni in onore del Solstizio d’Inverno, si basa sul mito del miracolo di S.Antonio Abate nel 1799, durante l’ invasione francese. Leggenda vuole che S.Antonio ,una sera, apparve seduto di fronte alle truppe francesi che stavano per invadere Fara. I cavalli dei soldati , si inginocchiarono e non vollero proseguire e le maestose querce del bosco che circondava Fara ,vennero trasformate da S.Antonio in pilastri di fiamme a protezione del paese, inducendo i soldati alla fuga , con l’esclamazione del loro Generale:”Dove c’ e’ il Santo non si entra!!”.

Le farchie sono dei grossi fasci di canne legati a mano con rami di salice rosso. Sono strutturate con un nucleo rigido, formato da un ” palo” di canne più robuste e legate in maniera molto stretta.Intorno a questo ” nucleo” viene effettuato il “rinfascio” ,con fasci di altre canne,in maniera compatta, fino a raggiungere la dimensione finale di 8 metri di lunghezza ed un peso di circa 8 quintali.Il 16 Gennaio, giorno prima della festa del Santo , le farchie vengono adornate di fiori, fiocchi e bandiere e sollevate dagli uomini più forti del paese, per essere trasportate (oggi con i trattori, un tempo a spalla) in processione verso il piazzale del cimitero, mentre un pubblico festante intona canti sulla vita del Santo.

A processione terminata,le farchie vengono posizionate davanti lo spiazzo antistante la Chiesa.

All’ imbrunire,una ad una, vengono accese le micce dei mortaretti posti sulla sommità delle canne.A quel punto le fiamme iniziano ad avvolgere completamente tutte le farchie dando vita ad un’ atmosfera suggestiva.Si inizia a sorseggiare vino, a cantare e ballare abbracciati, ogni componente di contrada attorno alla propria farchia.

Il 17 Gennaio,invece, in mattinata, presso la Chiesa, avviene la benedizione della statua del Santo ,la benedizione del pane e degli animali di cui lui e’ protettore.

.In realtà, la festa delle farchie e’ l’emblema della conservazione di antichi rituali purificatori e propiziatori per la fertilità di Madre Terra, collegati al Solstizio invernale. Il Culto del “Fuoco Sacro” era celebrato dalle popolazioni dell’ Abruzzo antico come rito di purificazione e di rinascita. Il Fuoco che purifica ed allontana il male, prepara l’ ascesa dell’ astro solare , necessario per nuovi ed abbondanti raccolti. Scandisce la fine dell’ anno vecchio, con l’eliminazione della natura spoglia e prepara il successivo rinnovamento della terra nell’ anno nuovo.

Il ” fuoco della farchia” racchiude quindi simbolicamente l’ idea della vita stessa che , attraverso la ” Prova del Fuoco”,sacrificio purificatore per eccellenza, elimina il vecchio per dar vita sempre a qualcosa di nuovo.

Irene Pomante – Discovery Abruzzo Magazine

Precedente Maia e Angizia Successivo Feronia, la Gran Madre della fertilità dei Vestini a Loreto Aprutino