La Fortezza di Civitella del Tronto – Il trionfo dell’ingegneria militare

(DAM) Civitella del Tronto (TE) – La provincia di Teramo custodisce una delle più monumentali ed imponenti testimonianze dell’ingegneria militare: la Fortezza di Civitella del Tronto.

È un’imponente struttura militare che si staglia su uno sperone di roccia, incombendo sul paesaggio sottostante: la Fortezza di Civitella del Tronto è una delle opere fortificate più monumentali d’Italia con i suoi oltre 500 metri di lunghezza e i 25.000 metri quadrati di superficie.
Fatta erigere intorno alla fine del XII secolo dagli Angioini per presidiare il confine tra il Regno di Napoli e il Papato, divenne immediatamente una struttura di grandissima importanza strategica, che ancora oggi fa mostra di sé dall’alta cresta rocciosa che la ospita.

La sua estensione permette di assimilare la Fortezza di Civitella del Tronto al Forte della Brunetta di Susa, costruito dai Piementesi, e alla Fortezza di Hohensalzburg di Salisburgo. Proprio con quest’ultima la Fortezza di Civitella del Tronto è gemellata a partire dal 1989.
Ricordata anche per aver rappresentato l’ultimo baluardo del Regno delle Due Sicilie ai tempi del Risorgimento, la Fortezza è oggi uno dei monumenti più visitati d’Abruzzo, facendo registrare ogni anno circa 45.000 turisti.

Situata in un punto rialzato tra il torrente Vibrata e il fiume Salinello, la Fortezza di Civitella del Tronto offre una visione panoramica delle valli del Salinello, del Tronto e della Vibrata. Proprio questa posizione strategica estremamente favorevole spinse gli Angioini a scegliere il sito per l’edificazione dell’imponente Fortezza. L’importanza militare rivestita dalla costruzione di Civitella del Tronto è confermato dalle fonti documentali, che riportano come tra il XII e il XII sec. venne rifornita e potenziata.

Quando, intorno alle metà del XV secolo, il dominio della zona passa dagli Angioini agli Aragonesi, i nuovi dominatori si dimostrano consapevoli dell’importanza strategica della Fortezza di Civitella del Tronto perché, come dimostrano i documenti dell’epoca, stabiliscono di potenziare ed ampliare la costruzione.
Alla metà del Cinquecento la Fortezza non riuscì a resistere all’assalto delle truppe francesi, avendo al tempo una sola delle quattro torri pienamente operativa. Successivamente, però, fronteggia con successo la Guerra del Tronto e gli assedi del Duca di Guisa.

Con l’avvento dei Borboni, nel corso del Settecento, la Fortezza viene nuovamente ampliata e fortificata, dimostrandosi così in grado di resistere ai successivi attacchi, tra cui quelli delle truppe napoleoniche. L’ultimo assedio noto che interessa la Fortezza di Civitella del Tronto è quello del 1861, quando le truppe piemontesi conquistano il Sud Italia, procedendo all’unificazione della penisola. Questa data segna di fatto l’inizio della fine delle funzioni difensive del presidio, che negli anni successivi va incontro ad un vero e proprio progressivo smantellamento.

Oggetto di un importante restauro tra il 1975 e il 1985, oggi la Fortezza di Civitella del Tronto è patrocinio della Soprintendenza delle Belle Arti di L’Aquila e conserva il suo carattere di cittadella fortificata, seppure mutuato in una nuova funzione prettamente culturale. Al suo interno troviamo il Museo delle armi e delle mappe antiche, inaugurato nel 1988, collezioni di cimeli risorgimentali e il cippo confinario che segnava ufficialmente la linea di demarcazione tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio.

Claudia Falcone – Discovery Abruzzo Magazine

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