L’ Afasia a cura della Logopedista Mara Monasterio

(DAM) Pescara – L’Afasia è un disturbo della comunicazione verbale dovuto ad una lesione acquisita del cervello.
Nella maggioranza dei destrimani ed in circa la metà dei mancini la lesione interessa l’emisfero sinistro del cervello, dove sono localizzate le aree del linguaggio.
Ciò comporta che una persona che fino a quel momento era stata perfettamente in grado di comunicare attraverso il linguaggio, di comprendere, di leggere e di scrivere, vedrà limitata e, nei casi più gravi,quasi completamente distrutta la sua capacità di fare tutto ciò.
I problemi dell’afasia sono poco conosciuti (lo stesso termine “afasia” è ignorato dai più) ma interessano molte persone. In Italia ci sono circa 150.000 afasici e si verificano circa 20.000 nuovi casi di afasia all’anno.
In queste persone il disturbo del linguaggio è il principale impedimento ad una vita normale.
Tra le cause più comuni dell’afasia vi sono:
l’ictus, l’emorragia cerebrale, traumi e ferite alla testa, tumori, infezioni cerebrali.
Spesso l’afasia non è l’unica conseguenza della lesione: molti pazienti colpiti riportano anche menomazioni motorie, visive, della deglutizione e di altre funzioni cognitive (memoria, attenzione, capacità di organizzare i movimenti e di utilizzare gli oggetti in maniera appropriata).
Alcuni pazienti afasici manifestano difficoltà prevalentemente quando devono esprimersi verbalmente, mentre la loro capacità di comprendere il linguaggio appare relativamente intatta (afasia espressiva).
Altri pazienti, invece, vedono alterata la loro capacità di comprendere quanto gli viene detto (afasia ricettiva).
Altri ancora, infine, manifestano entrambe le condizioni (afasia globale).
L’afasia riguarda non solo il linguaggio verbale, ma spesso anche la capacità di scrivere e leggere. La natura e la gravità di tali problematiche varia da paziente a paziente ed è in stretta relazione con la sede e la dimensione del danno cerebrale.
Naturalmente, anche altri fattori, quali l’età e lo stato di salute, possono incidere sulla gravità del quadro.
Nelle condizioni più gravi una persona afasica può comprendere molto poco di ciò che gli viene detto e può essere in grado di dire solo qualche parola, come “ciao”, “si”, “no”.
Nelle forme più lievi, chi ne è colpito può essere in grado di sostenere una conversazione, ma avere difficoltà nel trovare le parole o nel comprendere frasi molto lunghe e complesse.
Una persona afasica spesso può riuscire a dire solo singole parole, senza riuscire a costruire una frase. In particolare può avere difficoltà nell’usare gli articoli (il, la, un, ecc.), le preposizioni (di, con su, ecc.).

Di conseguenza i suoi enunciati hanno uno stile simile a quello dei telegrammi. Le parole possono essere messe in un ordine sbagliato e possono esserci molti errori di grammatica.
Sono frequenti anche scambi tra le parole: un paziente potrebbe dire “sedia”, mentre la sua intenzione era di dire “tavolo”.
In altri casi, può succedere che il paziente “costruisca” parole che non esistono e, di conseguenza, il suo linguaggio diventerà poco comprensibile per chi lo ascolta.
Solitamente una persona afasica fatica a comprendere il linguaggio e, talvolta, può aver bisogno di tempi più lunghi per riflettere su ciò che deve dire o gli viene detto. Inoltre, per questi pazienti può essere difficile seguire discorsi veloci, come quando si ascolta la radio o la televisione.
Risulta molto difficoltosa anche la comprensione di battute, barzellette e delle espressioni figurate.
La difficoltà nel trovare le parole (anomia) è un fenomeno molto comune tra le persone afasiche e corrisponde alla sensazione di avere le parole “sulla punta della lingua”, ma di non riuscire a dirle.

Tutto ciò può comportare difficoltà più o meno marcate nell’utilizzo del canale verbale sia da parte del paziente, sia da parte del suo interlocutore.
Il disturbo afasico mette la persona che ne è colpita, in una condizione di isolamento che può in alcuni casi comportare una vera e propria estraneità alla partecipazione sociale. Per questo è molto importante che i familiari vengano da subito coinvolti nel percorso riabilitativo e gli venga suggerito il modo migliore per mantenere una comunicazione il più efficace possibile col proprio caro.
Il disturbo afasico è spesso suscettibile di miglioramenti, più o meno consistenti a seconda del caso, e tale miglioramento può essere incrementato e sostenuto da un trattamento logopedico da iniziare il più presto
possibile dall’evento lesivo.
Il logopedista può effettuare una valutazione delle abilità linguistiche e comunicative residue ed adottare il programma di trattamento più indicato anche in collaborazione con altre figure mediche e sanitarie. Per la valutazione saranno impiegati test appositamente studiati per il linguaggio afasico, nonché
l’osservazione diretta dei comportamenti comunicativi. Saranno valutate anche le funzioni motorie di bocca, lingua, guance e labbra ed eventualmente la deglutizione e la masticazione.
Il trattamento logopedico dell’afasia, a seconda del caso, consisterà in:
a) esercizi specifici su uno o più aspetti del linguaggio (es. capacità di denominare, di costruire frasi, di
comprendere e rispondere a domande, ecc.).
b) potenziare i punti di forza per supplire alle difficoltà (es. se è più integra la scrittura, può diventare uno strumento utile per favorire una migliore comunicazione).
c) sedute di gruppo per condividere le problematiche, mentre si potenziano le abilità di
conversazione.
d) Esercizi specifici oro – prassici – articolatori
Nei casi più gravi si potranno utilizzare canal i e modalità alternative per garantire la comunicazione (strumenti informatici, immagini, fotografie, simboli, comunicatori …).
in ogni momento il logopedista può aiutare i familiari e chi si prende cura del paziente a comprendere meglio la natura del problema e a mettere in atto strategie facilitanti.

Dott.ssa Mara Monasterio – Logopedista Pescara

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