Trenino Elettrico a Chieti: 1905 – 1943

(DAM) Chieti – Nel cuore della città di Chieti, i più anziani custodiscono con affetto i ricordi di un tempo in cui il trenino elettrico (tram) costituiva un’importante connessione tra il centro e le contrade alla periferia della città . 

Un viaggio affascinante che, sebbene oggi esista solo nei racconti e nelle immagini del passato, ha plasmato la vita quotidiana dei cittadini.

Il progetto del trenino, proposto dal Comune di Chieti nel 1890, ottenne la necessaria concessione nel 1901 con il “Regio Decreto” per la realizzazione di una linea ferroviaria a “scartamento ridotto”. Lungo 8,77 chilometri, il percorso iniziava dalla Stazione dei treni attuale, salendo sulla collina. La tecnologia elettrica, con una tensione di 750 Vcc, garantiva un viaggio pulito senza emissioni nocive.

Il trenino attraversava il paesaggio urbano, passando per le odierne via Albanese e via Rutolo fino a Piazza Sant’Anna, dove sorgeva la stazione “Villamagna” accanto al cimitero. Dopo una breve sosta, il viaggio proseguiva attraverso via Ferri, le vie Valignani e Arniense, Largo Cavallerizza, fino a raggiungere il capolinea di “Piazzaranne” a S. Giustino.

L’8 giugno 1905 segnò l’inaugurazione ufficiale del servizio, con la presenza di re Vittorio Emanuele III e la regina Elena di Savoia. 

La gestione fu affidata alla Società Anonima della Ferrovia di Chieti, successivamente nota come Ferrovie Adriatico Appennino (FAA). 

Nel corso degli anni, il servizio venne incrementato, arrivando nel 1932 a raddoppiare le corse.

Il destino del trenino elettrico fu segnato dalla Seconda Guerra Mondiale, che causò danni irreparabili al sistema ferroviario cittadino. 

Nel novembre 1943, il servizio fu interrotto, e nonostante il desiderio popolare di riattivarlo, la decisione postbellica fu quella di abbandonarlo definitivamente. I guastatori tedeschi in ritirata fra fine maggio e inizio giugno del 1944, danneggiarono gravemente le rotaie del tram, così nel luglio 1950, gli autobus sostituirono il trenino, mantenendo la stessa tratta fino all’introduzione del servizio filoviario, con un percorso simile a quello originario.

Il capolinea di Piazza San Giustino, dove c’era anche il deposito dei tram, in epoca fascista fu sostituito con un capolinea più grande a Piano Sant’Angelo (oggi Piazza Matteotti, all’epoca Largo Carisio) con uno stabile per il deposito dei tram che poi, fra il 1939 e il 1940, venne demolito e sostituito con quello attuale in Via P.A. Valignani, nei pressi dell’attuale Caserma Spinucci, all’epoca Vittorio Emanuele II. 

Oggi, molte testimonianze della ferrovia elettrica persistono, come il tracciato, la stazione Villamagna, e la rimessa delle locomotive. Curiosamente, il tracciato del trenino sembra riflesso nel layout degli attuali quartieri della città.

Le immagini e i ricordi del trenino elettrico, condivisi con il lettore attraverso fotografie storiche, non sono solo un atto di cronaca, ma anche un invito a sognare.

Cristiano Vignali – Tila Lara – Discovery Abruzzo Magazine

La carrozza reale dei Savoia in visita a Chieti per inaugurazione del trenino elettrico nel 1905, Piazza Valignani.

Corso Marrucino nel maggio 1905 gremito di gente per la visita dei reali di Casa Savoia. Visione da Piazza Valignani.

Piazza San Giustino piena di gente durante la visita dei reali per inaugurazione del trenino elettrico nel 1905.

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Cartina Chieti fine anni Trenta del Novecento con ben visibile tratto percorso del trenino elettrico da Piano Sant’Angelo fino a sotto Sant’Anna.

Il trenino elettrico che scende da Piano Sant ‘Angelo verso Piazza Garibaldi.

Il deposito dei tram demolito in Largo Carisio, alias Piano S.Angelo, oggi Piazza Matteotti.

Il Tram che sale da sotto a Sant’Anna verso il centro cittadino.

Il Tram al Capolinea di Piazzale Marconi alla Stazione Ferroviaria di Chieti

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