La storia della conquista di Teate da parte dei Franchi. Il sacco dell’801.

(DAM) Chieti – La città di Chieti (in latino Teate) risulta essere una fra le più antiche di tutta la penisola italiana. Secondo la leggenda sarebbe stato l’eroe omerico Achille a fondare il centro e tale racconto è avvalorato dalla presenza del pelide armato di spada e scudo sullo stemma cittadino.

Teate fu il centro principale della popolazione dei Marrucini ed ebbe un rapporto tormentato con Roma. Distrutta dalle invasioni barbariche fu ricostruita da Teoderico e confluì nel ducato longobardo di Benevento, insieme
con gli altri territori della regione sannitico-irpina dell’Italia antica.

Tuttavia l’accadimento che più fra tutti segnò la storia del centro teatino fu il suo assedio da parte di Pipino Carlomanno, figlio dell’Imperatore Carlo Magno nell’801 a. C.

Verso la fine dell’VIII secolo, dopo più di duecento anni di dominio longobardo, Carlo Magno venne chiamato dai Papi per reprimere l’avidità dei duchi, i quali minacciavano i possedimenti della Chiesa. Egli diede così inizio al regno dei Franchi in Italia: “Ultra duo saecula in ditione Langobardorum stetit Italiae Regnum; tum iis debellatis Anno Christi DCCLXXIV, paruit regio haec inclyto Principi Carolo Magno Francorum Regi, qui Anno demum DCCC Romanorum quoque Imperator fuit“.

Nell’inverno tra il 792 e il 793 Carlo Magno ordinò ai suo figli Ludovico e Pipino di radunare un esercito e condurlo ai confini orientali del ducato di Spoleto, per sconfiggere il pericoloso e potente principe Grimoaldo III. Le truppe penetrarono nell’attuale territorio abruzzese e, più precisamente, nei confini tra le terre che poi divennero dell’Aquila e quelle di Chieti. Tuttavia, nonostante il grande apparato di forze, la spedizione franca non ebbe esito positivo.

Grimoaldo, infatti, da buon stratega, evitò lo scontro aperto tenendo le sue truppe chiuse nelle fortezze, dopo aver devastato i paesi e le campagne di confine. In tutto il territorio invaso, inoltre, si scatenò una terribile carestia che decimò l’esercito dei Franchi e lo costrinse a ritirasi. A seguito di questi accadimenti Ludovico e Pipino lasciarono indisturbato il ducato di Benevento per alcuni anni.

Nell’800, tuttavia, Carlo dette nuovamente ordine a Pipino di affrontare le truppe di Grimoaldo, passando attraverso il territorio del ducato di Spoleto.

Quest’ultimo, sostenuto da un potente esercito e dal duca Guinigiso, entrò nel territorio abruzzese per marciar su Teate, città di confine del territorio di Benevento, fortificata potentemente dal duca Grimoaldo.

Pipino fece strage delle truppe che strenuamente resistevano agli ordini del conte Roselmo, poi occupò e incendiò la città di Chieti ed esiliò il suo gastaldo.

Dopo la conquista della città e di tutto il territorio le ostilità furono proseguite dal duca di Spoleto Guinigiso. Teate fu annessa al ducato di Spoleto ed ebbe il ruolo di frontiera dell’Impero fino al disfacimento di quella formazione politica. Grazie alla sua posizione strategica, infatti, il centro divenne un’area di passaggio tra il regno italico e i possessi longobardi e bizantini dell’Italia meridionale.

Nel’802 Pipino ritornò con i suoi Franchi e riuscì a conquistare anche l’attuale città di Ortona, la quale resistette ancora qualche tempo agli assalti del nemico. Tutto il territorio allora, sottratto al ducato di Benevento, andò ad ampliare il ducato di Spoleto.

Proprio alla campagna di Carlo Magno e dei suoi eredi si deve il primo accenno alla città di Chieti nelle fonti scritte medievali giunte fino a noi. Quest’ultima appare nella sua funzione di civitas, centro politico-amministrativo di un territorio dove appaiono dislocati dei castella, cioè dei centri militarmente dotati e fortificati, dipendenti dalla civitas e dal praefectus civitatis. Le indicazioni degli Annales Regni Francorum consentono di individuare, proprio nel momento del passaggio dai Longobardi ai Franchi, un distretto politico-militare facente capo a Chieti ed esteso fino a Ortona.

A partire dal IX secolo Chieti, riorganizzata nelle sue strutture, svolse un’importante funzione in campo sia politico che ecclesiastico, ma questa è un’altra storia che racconteremo in un altro speciale.

Quello che si può dire con certezza, come ha scritto Cristiano Vignali nei saggi “Chieti Medievale” (2013), “Chieti nella Tarda Antichità” (2015) e “Chieti e l’Araba Fenice” (2018), il sacco dell’801 rappresenta a livello locale la definitiva cesura storica fra la “Tarda Antichità” e l’Alto Medioevo, con una sorta di vera e propria rifondazione della città per certi versi.

Maria D’Argento – Discovery Abruzzo Magazine

Fonti:

– “Storia dell’abbazia delle tre fontane” di un monaco cisterciense trappista

– “Chieti e la sua provincia. I comuni”.

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Un commento su “La storia della conquista di Teate da parte dei Franchi. Il sacco dell’801.

  1. Domenico il said:

    Interessante ricostruzione che fa luce su molti aspetti controversi…attendiamo il seguito…

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