La Saliva e i suoi disturbi. Ce ne parla l’odontoiatra Anthony Carlino


(DAM) Casoli (Ch) – Molto spesso non consideriamo l’importanza che questo fluido riveste nella nostra vita, o non sappiamo di preciso chi la produca, da cosa sia composta e a cosa serva.
Innanzitutto, la saliva è prodotta da ghiandole, più precisamente dalle parotidi, dalle ghiandole sottomandibolari, dalle ghiandole sottolinguali e da altre ghiandole minori, con diversa localizzazione all’interno del cavo orale.

La secrezione giornaliera di saliva normalmente si aggira fra gli 800 e i 1500 ml, con un valore medio di 1000 ml.
E’ composta prevalentemente da acqua (98% circa) in cui sono disciolte diverse sostanze tra cui calcio, potassio, bicarbonato ed enzimi che aiutano l’inizio della digestione dei cibi come le amilasi per la digestione degli amidi, contenuti nelle patate e nella pasta, e le lipasi per la digestione dei lipidi, meglio conosciuti come grassi.
Contiene, inoltre, sostanze che prevengono le infezioni batteriche come il lisozima, presente anche nelle lacrime.
Nella saliva possiamo trovare tracce di farmaci, ormoni e droghe, ragion per la quale sta diventando un mezzo diagnostico innovativo e che può essere ottenuta in modo assolutamente non invasivo, ad esempio, invitando semplicemente il paziente a rilasciare la propria saliva in una provetta.
La saliva, però, svolge delle funzioni essenziali come solvente che le consente di mantenere disciolte le sue componenti e di umidificare il cibo e creare il bolo alimentare, favorendo la sua deglutizione.
Nel cavo orale, inizia la digestione dei cibi grazie proprio agli enzimi in essa contenuti.
Nei secoli passati, la saliva è stata considerata un disinfettante efficace grazie alle sue proprietà antibatteriche.
Non è raro, però, che molte persone abbiano dei disturbi nel produrre correttamente la saliva.

In alcuni casi, si può avere un eccesso di produzione salivare, definita ipersalivazione e tipica di molte patologie neurologiche.
Più frequente, invece, è la condizione di iposalivazione, cioè una diminuzione del fluido salivare di circa il 50%, dovuta a diverse cause quali:
patologie come diabete e la Sindrome di Sjogren (autoimmune e caratterizzata dalla distruzione delle ghiandole salivari minori, delle parotidi e delle ghiandole lacrimali)
farmaci come antidepressivi, ansiolitici, antipertensivi e miorilassanti
radio o chemioterapia per tumori localizzati nella regione del cranio/collo
abuso di alcolici e droghe quali cannabis ed eroina
Una diminuzione nella normale produzione di saliva può alterare l’equilibrio nel nostro cavo orale e predisporre maggiormente al rischio di carie e di infezioni di una certa gravità ma anche ad alterazioni del senso del gusto, difficoltà nel nutrirsi e nelle relazioni sociali.
E’ importante, quindi, non sottovalutare eventuali sintomi e, in ogni caso, sottoporsi a controlli periodici per poter intervenire tempestivamente.
Per tutti coloro che, invece, già soffrono di iposalivazione è essenziale che seguano le indicazioni terapeutiche e si sottopongano periodicamente a controlli dal dentista.

Dott. Anthony Carlino
Odontoiatra

Specialista in Ortodonzia e Gnatologia
338 2006303
anthony21.88@hotmail.it

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