Come superare ” la paura del giudizio altrui” a cura della psicologa Laura Lodi

La psicologa Laura Lodi di Pescara

(DAM) Pescara – Capita spesso quando si parte con un nuovo progetto o una nuova avventura di avvertire una certa elettricità, come se qualcosa si agitasse sotto pelle. È una condizione in cui la maggior parte di noi si è ritrovato almeno una volta nella vita sebbene poi le emozioni esperite da ognuno sono straordinariamente differenti e variegate.

E sempre parlando di emozioni una di quelle con cui giornalmente mi confronto è la paura. Nello specifico la paura del giudizio degli altri diversi da me.

Esprimere le proprie convinzioni, i propri valori, i propri modi di operare e le proprie capacità porta con sé l’inevitabile rischio dell’opinione altrui. 

Come mai l’opinione altrui alle volte mi tocca così tanto da ferirmi ed invadermi? Come mai mi sento così a disagio con il giudizio altrui da portarmi all’autocensura? Con il solo effetto di bloccare la mia creatività, la mia autenticità nella relazione con l’altro?

Sono queste le domande che ultimamente affollano la mia mente iperattiva.

Senza ricorrere troppo al libro delle teorie ma andando ad attingere da quello dell’esperienza, ho realizzato che generalmente si ha paura del giudizio dell’altro quando si percepisce forte la minaccia che l’altro possa mandare in frantumi l’immagine di sé che con tanta fatica ci si è costruiti. 

E’ come se l’altro , con il suo personale punto di vista, puntasse un faro sulla nostra fallibilità, sulle nostre fragilità e paure più profonde, su quegli aspetti di noi che tendiamo a rifiutare perché ci piacciono meno di altri.

Se ciò che penso e voglio, se ciò di cui ho bisogno, non è in linea con quello che l’altro pensa, vuole o non è ciò di cui ha bisogno, e lo esprimo, cosa ne sarà di me? Cosa ne sarà della relazione? Mi amerà ancora? Mi vorrà sempre vicino? Mi stimerà ugualmente o mi guarderà con occhi diversi?

E se non lo esprimo però, e mostro una maschera, l’altro amerà e stimerà qualcuno che non sono…e non me!

Tutto questo lavorio mentale non è privo di effetti collaterali…anzi! Questi pensieri evocano e/o provocano di reazioni fisiche, somatiche ed emotive che spesso invalidano la nostra capacità di godere appieno della vita.

Come uscirne? Inutile dire che di teorie sull’argomento ce ne sono molteplici. Tutte però concordano su una serie di punti fondamentali.

1. Compiere un atto di onestà nei nostri confronti e ammettere che siamo momentaneamente intrappolati in questa modalità disfunzionale. Facile? Altroché! Tante volte tendiamo a non voler vedere, sentire, accettare ciò che ci fa sentire inadeguati. Perché è cosi importante? Perché è impossibile risolvere un problema prima di averlo definito tale.

2. Una volta definito, riconosciuto e accettato come tale il problema, sarà possibile tentare di comprendere quali sono le vulnerabilità, le motivazioni e i bisogni che alimentano questa paura e che in certi casi ci fanno scattare sul chi va là.

3. Una volta acquisita la consapevolezza di cosa sta succedendo dentro di noi ci sentiremo più preparati per entrare in relazione con l’altro, aprirci alla sua individualità e alla potenziale opinione che potrebbe avere di noi. Potremmo scoprire che l’altro, in questo caso percepito come minaccia alla nostra integrità e sicurezza, ha in sé un potenziale unico finora trascurato. Da minaccia a risorsa. Entrare in relazione con l’altro diverso da noi potrebbe darci l’opportunità di riconoscerci nelle uguaglianze e, udite udite, nelle differenze.

Ebbene si. Il confronto con l’altro diverso da me mi offre la preziosa occasione di riflettere su chi sono e come vedo e interpreto il mondo, di apprendere nuovi modi di vedere ed integrarli col mio. O di fortificare il mio modo di concepire la realtà senza sentirmi necessariamente minacciato dalla sua diversità, lasciando andare tutte quelle opinioni e quei giudizi che non mi appartengono.

4. Imparare a comunicare. Non è senz’altro una passeggiata quando ci si confronta e si confligge. Ma in questi casi, forti degli strumenti finora acquisiti, possiamo provare a comunicare in maniera efficace ed assertiva come l’altro ci fa sentire in quel momento dicendo o facendo certe cose.

Come? Di modalità ce ne sono moltissime. La psicoterapia è una di queste. Ma, di una delle mie preferite per imparare ad essere più efficaci nelle relazioni, l’Effectivness Training di Thomas Gordon, ve ne parlerò a breve.

Dott.ssa Laura Lodi – psicologa e psicoterapeuta

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