Da Castellum Vetus a Casoli di Atri: l’evoluzione medievale di un centro urbano romano

Chiesa di Santa Maria a Casoli di Atri

(DAM) – Casoli è la frazione più grande del Comune di Atri, sita su un colle in una posizione strategica sul Fiume Vomano, a 186 mt slm. con circa 1500 abitanti.

Attualmente, il colle di Casoli di Atri sovrasta il dolce pendio che porta alla costa teramana e alla vallata del Vomano, dove si sono sviluppate delle industrie.

La storia e l’evoluzione socio – economica del territorio di Casoli, sono da sempre legate a quelle del territorio atriano.

L’attuale Casoli di Atri nasce dall’evoluzione medievale a borgo fortificato in collina di un centro urbano romano preesistente nella pianura del Vomano denominato Castellum Vetus e prende il nome di “Casulae”, perché probabilmente a seguito delle invasioni barbariche, solo la parte in collina dove c’erano delle casupole o casette era ancora abitabile.

L’evoluzione socio – economica fra il Medioevo e l’Età Moderna dipingono l’urbanistica di questo borgo, legata a una fiorente agricoltura (si coltivano grano, lino e riso nella parte più pianeggiante), ad una attività di caccia e pesca (caccia alle anatre e alle oche, pesca delle anguille) e in misura minore all’artigianato locale; proprio per questo motivo l’agglomerato urbano attuale ha uno sviluppo sparso e irregolare, con un borgo storico, edificato per motivi strategici ed economicamente legato all’artigianato e al piccolo commercio delle botteghe, a cui si vanno ad aggiungere sempre più dopo l’anno Mille una serie di contrade e frazioni, con funzioni agricole con antichi toponimi, come ad esempio: Cavallomorto, Fontanelle, Sanguineto e Reggio.

Come risulta da una bolla pontificia di Alessandro II, nel 1176 Casoli faceva parte dei possedimenti del Monastero di S. Giovanni in Venere.

Nel 1252 il suo territorio viene assegnato da Papa Innocenzo IV alla neonata diocesi di Atri unita a quella di Penne (Nel 1949 diventerà territorio della Diocesi di Teramo – Atri).

Documenti del 1300 citano le località di Castellum Vetus e Casulae, la prima come quasi del tutto abbandonata e la seconda come fiorente e popolosa.

Casoli ha dato il nome ad una delle Ottave in cui era diviso il territorio di Atrii. Anche una delle dieci porte della città di Atri si chiamava Casoli.

Stefano Muzi

Copyright Abruzzo Tourism

 

Precedente Parco Nazionale della Maiella: la montagna e i suoi misteri Successivo Sulmona: da oppidum italico al Bimillenario ovidiano.