“Vi spiego io il sottile confine fra normalità e patologia” a cura della psicologa Monica Di Girolamo

La psicologa Monica Di Girolamo

(DAM) Pescara – Possiamo dire che la differenza tra normalità e patologia dipende sostanzialmente dall’intensità con cui si manifesta un comportamento o uno stato emotivo e dalle conseguenze che esso ha sulla vita della persona, ovvero se il suo effetto e utile o disturbante. Qualsiasi comportamento può essere collocato lungo un continuum che va dalla normalità alla patologia più invalidante; vi sono infatti, numerosi attributi o tratti caratteriali che sono presenti in ogni individuo e danno un colorito particolare alle sue azioni senza tuttavia, essere di minimo intralcio alla vita e al benessere.

A volte però questi comportamenti o emozioni si fanno così esagerati, ripetitivi o invasivi da diventare dei veri e propri sintomi che limitano la vita della persona. Quando l’efficienza e il benessere dell’individuo sono notevolmente compromessi dai sintomi si può parlare di nevrosi vera e propria. In questi casi le energie sono talmente assorbite dai propri problemi che non si è più in grado di svolgere una vita affettiva e lavorativa al pieno delle proprie forze. Tutti possiamo avere una risposta depressiva o ansiosa in seguito a qualche avvenimento doloroso o a forti cambiamenti di vita, ma alcune persone sviluppano una depressione tale da disorganizzare la propria esistenza. Si può parlare di Nevrosi quando troppe energie vengono investite in attività per così dire “parassitarie”, come nel caso di chi si sente costretto a lavarsi continuamente le mani. In questo caso un comportamento ritenuto normalmente appropriato, assume i connotati di una vera e propria compulsione; la persona si rende conto che il suo agire è esagerato e inspiegabile ma non riesce a farne a meno in quanto esso, ha la funzione di controllare e alleviare uno stato emotivo penoso.

La Nevrosi è una malattia psicologica che non comporta la perdita di contatto con la realtà, ma tanto grave da minare l’efficienza e la soddisfazione per la propria vita. Se non si interviene tempestivamente con l’aiuto di un esperto, mano a mano che aumentano i processi nevrotici, la vita diventa sempre più difficile, si trovano sempre più difficoltà a fare quelle cose che in precedenza risultavano naturali. Il malessere influisce su ogni aspetto della vita, quella lavorativa, famigliare, affettiva, può accadere che non si provi più alcun piacere nel fare quelle attività che prima erano un hobby o comunque davano gratificazione alla persona. Con il tempo e con la cronicizzazione dello stato nevrotico, si è sempre meno in grado di allontanarsi da casa e di stare da soli, ogni situazione nuova diventa una fonte di stress invece che di stimolo, la vita si fa sempre più limitata e sofferente.

Per maggiori informazioni: https://www.monicadigirolamo.it/

Dott.ssa Monica Di Girolamo – Psicologa

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