L’antico rito del fuoco nella notte di Natale in Abruzzo

Il Natale è la festività più sentita e affonda le sue origini nella festa romana dei Saturnali ( 17-23 dicembre) e nella rinascita “Natale” del Sol Invictus con le ore di luce nelle giornate che tornano a crescere, dopo il solstizio d’inverno (21 dicembre), quando si ha il giorno con meno luce dell’anno . Questa festa è stata mutuata dal Cristianesimo direttamente dalla tradizione religiosa italico – romana e trasformata Nel Natale di Cristo.

In questo periodo, in cui i nostri avi festeggiavano l’insediamento nel tempio del Dio Saturno e la mitica Età dell’Oro che finì per la punizione divina di Giove agli uomini, poiché il Titano Prometeo aveva rubato agli Dei il fuoco per permettere agli umani di riscaldarsi e di rischiarare le tenebre, si svolgevano (proprio in onore di Prometeo) processioni con fiaccole, riti con falò e bracieri in onore di Saturno e della sua sposa Opi, la Gran Madre Cibele che può prendere i nomi e le sembianze anche di altre divinità, come ad esempio le italiche Strenna, Abbondanza, Annona, Bona Dea, Cerere e Tellus, le greche Rea (moglie di Crono alias Saturno) e della figlia Demetra.

A tal proposito, ancora oggi ci sono nei borghi dell’Appennino Abruzzese, dove permangono le antiche tradizioni culturali degli antichi popoli italici, delle cerimonie nella notte di Natale fra il 24 e il 25 dicembre che richiamano l’antico rito del fuoco, tra cui:

La Farchia di Tufillo (Ch): rito legato forse al culto locale della dea sannita Herentas, viene trascinata per le strade del paese fino alla mezzanotte, quando termina la sua corsa nella piazza davanti la chiesa dove viene benedetta e bruciata per “illuminare la notte più santa dell’anno.

L’ Antico Rito del Fuoco a Nerito di Crognaleto (Te): il Fuoco di Natale è un rito probabilmente degli antichi Piceni che si svolge dalla notte dei tempi a Nerito di Crognaleto, alle pendici del Gran Sasso, nella notte del 24 dicembre, allorché gli abitanti del borgo, accatastano nella “Piazza di sopra” intorno alla “stanga”, un grande palo di circa dieci metri, quintali di legna a cui danno fuoco.

Anche ad Opi (Aq), borgo dell’Alta Val di Sangro, il cui toponimo probabilmente deriva appunto da Opi sposa di Saturno, sito nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il 4 gennaio, si svolge una pittoresca fiaccolata.

La ‘Ndocciata di Agnone (IS): il rito propiziatorio del fuoco natalizio più imponente d’Italia si svolge probabilmente nell’ ex Comune abruzzese ora molisano di Agnone con 1000 ‘Ndoccie accese e portate a spalla l’8 dicembre e 350 il 24 dicembre.

I Falò di Pescassseroli (Aq): La sera della vigilia di Natale, prima della messa di mezzanotte e il giorno dell’Immacaolata (8 dicembre), viene acceso nella piazza della chiesa madre di Pescasseroli (AQ), centro abitato sede del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), un grande falò alto più di dieci metri con enormi tronchi.

Il Direttore di Discovery Abruzzo Magazine – Cristiano Vignali

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