Rocca Calascio: tra i castelli più belli al mondo.

 

Rocca Calascio (Wikipedia)
Rocca Calascio (Wikipedia)

(DAM) Calascio – Rocca Calascio è un’antica roccaforte abruzzese, provvista di un castello dominante la valle del Tirino e l’altopiano di Navelli, a poca distanza dalla piana di Campo Imperatore, situato su di un crinale a 1.460 metri d’altezza, in una posizione molto favorevole dal punto di vista difensivo; oggi la rocca è parte della provincia di L’Aquila, nel territorio del comune di Calascio, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Visitando questo luogo, si ha l’opportunità d’osservare una delle vedute più suggestive di tutto l’Abruzzo, in direzione del Gran Sasso, del Velino-Sirente, Majella, Monti Marsicani, fino alla lontana Conca Peligna.

In estate, numerosi sono gli escursionisti che a piedi, in partenza dalla rocca, giungono fino ai paesi vicini o a Campo Imperatore, ai piedi del Gran Sasso, godendo nel mentre di una flora stupefacente, tra le più ricche d’Italia. In inverno, un soggiorno a Rocca Calascio, resta comunque indimenticabile; tutto è bianco, poiché la neve ricopre il paesaggio circostante, richiamando da ogni dove gli amanti dello sci di fondo e d’alpinismo, considerando che il Monte Camicia vanta la discesa più famosa dell’Appennino.

La costruzione della rocca risale all’anno 1000, anche se la formazione originaria comprendeva esclusivamente un unico torrione isolato, di forma quadrangolare, con la funzione di torre d’avvistamento. Successivamente, alla fine del XV secolo, per merito della famiglia Piccolomini, la fortificazione venne provvista di una cerchia muraria e quattro torri di forma cilindrica ad uso militare. Durante questo periodo, Rocca Calascio acquisì un proprio peso economico, poiché divenne svincolo importante per i pastori di passaggio durante la transumanza, lungo la direttrice del regio tratturo per Foggia; e così ai piedi della rocca sorse un piccolo borgo, a sua volta cinto da mura.

Nel 1579, la fortezza e il vicino borgo di Santo Stefano di Sessanio vennero acquistati dalla famiglia Medici, al fine di estendere i propri commerci dovuti alla lana. Purtroppo, nel 1703, un violento terremoto devastò ogni cosa, tanto che l’area più alta del borgo venne abbandonata e la popolazione si trasferì in massa nel sottostante paese di Calascio.

Nelle vicinanze della rocca, proprio sul sentiero che conduce a Santo Stefano di Sessanio, si trova la chiesa di Santa Maria della Pietà, una sorta di tempio eretto nel 1596 su un’edicola rinascimentale preesistente. Oggi, questo luogo, è meta di numerosi fedeli e devoti; la struttura esterna è a pianta ottagonale e una delle facciate è costituita da una cupola di otto spicchi, all’interno invece beni artistici rilevanti sono: un dipinto raffigurante la Vergine miracolosa e una scultura di San Michele armato.

Con il XX secolo, Rocca Calascio divenne praticamente un luogo disabitato, ma grazie all’interesse suscitato in registi come Richard Donner, autore di Lady Hawke (1985), o Jean-Jacques Annaud, che ambientò nella rocca parte del film Il nome della rosa (1986), oggi le sue antiche mura sono tornate a vivere, richiamando ogni anno turisti da tutte le parti del mondo.

 

Ilaria Catani

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Rocca Calascio (Wikipedia)
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