Oggi parliamo del fotoringiovanimento della pelle

(DAM) Pescara – La tecnologia del Laser a Diodo ha aperto la nuova efficace possibilità del trattamento sulle macchie dell’età, i capillari del volto, le rughette, con un miglioramento della trama e della consistenza cutanea, senza causare effetti collaterali.

Tutto ciò è ottenibile tramite il cosiddetto fotoringiovanimento, cioè un trattamento che è possibile ripetere 2-3 volte l’anno per rallentare l’invecchiamento della pelle.

Il fotoringiovanimento per eliminare i segni dell’invecchiamento del sole, come macchie e capillari, consiste nell’emissione dalla sorgente di luce pulsatam di un flash con un ampio spettro di luce che viene assorbita dalla maggiore concentrazione di melanina ed emoglobina presente nelle lesioni trattate.

A questo punto, il calore alza la temperatura provocando una leggera lesione controllata dello strato superiore del derma senza causare alcun danno all’epidermide.

In questo modo, si stimola un processo di guarigione che determina la neoformazione di collagene, provocando un innalzamento della tensione della cute superiore, rendendo così la pelle più chiara, elastica e liscia, con una trama più sottile, con la conseguente scomparsa delle rughette e quindi col miglioramento dell’aspetto estetico generale (texture, luminosità e turgore).

Per quanto riguarda i capillari e le macchie solari della pelle del viso, l’aumento della temperatura ne provoca la distruzione senza causare altri danni.

Gli effetti benefici del collagene sono evidenziati clinicamente solo alcuni mesi dopo il ciclo dei trattamenti che comprende dalle 3 alle 5 sedute, a distanza di 3 – 4 settimane l’una dall’altra e 1 – 2 sedute di mantenimento semestralmente.

Fotobiostimolazione: la differenza prima e dopo del fotoringiovanimento

Ringraziamo per la consulenza fornitaci da Lara Sparano di Beauty Secret. Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/Beauty-Secret-Centro-estetico-129202580481958/

La Redazione di Discovery Abruzzo Magazine

Precedente Domenica ripulita la madonnina del Block Haus da uno scialpinista di Roccamontepiano (Ch) Successivo Castel di Sangro (Aq): conosciamo il cuoco Gianmarco Dell'Armi del ristorante "Materia Prima"