Mio figlio ha ancora il ciuccio/biberon/dito…. fino a quando non sono un problema?

Con questo articolo non si vuole né consigliare, né sconsigliare l’uso del ciuccio, ma bensì l’obiettivo è quello di evidenziarne i risvolti negativi se l’uso che se ne fa è eccessivo.

(DAM) Giulianova (Te) – Molte mamme mi chiedono se il ciuccio faccia bene o male, non c’è una verità assoluta perché dipende dall’uso che se ne fa e soprattutto per quanto tempo si protrae il suo utilizzo. Tante mamme invece affermano di farlo utilizzare ai loro bambini per un lungo periodo pur senza oggettive problematiche conseguenti… ma sarà davvero così? In realtà il suo utilizzo, soprattutto se prolungato, può portare ad alterazioni nello sviluppo dell’armonia facciale del bambino. Questo perché la lingua, esercita, con la sua spinta, una grande forza, se questa forza non viene direzionate nelle posizioni giuste, potrebbero generarsi degli squilibri. Quando il bambino ha in bocca il ciuccio, la tettarella del biberon, o il dito, la lingua assume, obbligatoriamente, una posizione scorretta, in basso, piuttosto che in alto contro lo spot palatino (la parte rugosa del palato immediatamente dietro gli incisivi superiori).

Ma quali possono essere gli effetti di un uso del ciuccio (o succhiamento del dito o biberon …) sconsiderato e protratto nel tempo?

1. La lingua si abitua ad una posizione bassa a riposo, mentre dovrebbe essere alta contro il palato.

2. Alterazione del palato che rimane stretto ed alto in quanto la lingua non spinge contro di esso per aiutarlo a crescere (palato ogivale).

3. Alterazione del morso: l’arcata superiore normalmente dovrebbe chiudersi sopra alla inferiore per qualche millimetro. In questi casi, invece, rimane uno spazio aperto che corrisponde alla misura del ciuccio, detto morso aperto. È una alterazione importante, se il ciuccio viene eliminato presto può correggersi da sola con la crescita del massiccio facciale, altrimenti dovrà essere trattata ortodonticamente (malocclusioni).

4. Cattivo sviluppo del massiccio facciale.

5. Labbra poco competenti.

6. Un viso disarmonico. Il viso ha tanti muscoli che dovrebbero funzionare in modo sinergico, ma con abitudini viziate ci possono essere delle asimmetrie, ipertonie od ipotonie.

7. Difficoltà nella respirazione nasale e respirazione a bocca aperta, facies adenoidea.

8. Otiti ricorrenti.

9. Difficoltà nell’articolazione di alcuni suoni (fonemi fricativi e affricati).

Le alterazioni più evidenti, per le quali viene richiesto l’intervento di uno specialista, sono le malocclusioni e il palato ogivale. Le malocclusioni possono essere scheletriche e dentali, a seconda che la lingua, eserciti la sua forza, rispettivamente, sulle ossa mascellari o sulla mandibola, o contro i denti.

Il palato ogivale (palato stretto e alto) invece è causato dalla mancata forza espansiva della lingua sul palato, con scarico, invece sui denti con conseguenti malocclusioni. Se la lingua resta in posizione scorretta anche durante la deglutizione, non favorirà la contrazione del muscolo responsabile dell’apertura della tuba di Eustachio (collega naso e orecchio), responsabile della ventilazione dell’orecchio, portando ad un aumento dei muchi e l’insorgenza di otiti.

Quindi? Ciuccio sì o no? E fino a che età può essere utilizzato?

Per rispondere a queste domanda proviamo a chiarire con che modalità si può usare il ciuccio senza che diventi dannoso e cioè una abitudine viziata (comportamento su base fisiologica che se persevera nel tempo troppo a lungo va a modificare la naturale evoluzione delle funzioni di respirare, deglutire, masticare e secondariamente dell’ articolazione del linguaggio).

– Non usare il ciuccio nei bambini sotto i 15 mesi di vita, e comunque non fino a quando l’allattamento al seno non sia perfettamente avviato;

– Non utilizzare il ciuccio come un sostituto del pasto, ma verificare la causa del pianto che potrebbe essere fame, sonno, dolori o stanchezza;

– Non utilizzare il ciuccio come modalità consolatoria e non usarlo per sostituire il contatto materno o il bisogno di coccole; – Non protrarre il suo utilizzo oltre i 2 anni di età, per evitare ritardi nel linguaggio.

Vediamo ora come fare per eliminare gradualmente l’utilizzo del ciuccio:

– Limitarne gradualmente il tempo di utilizzo durante il giorno fino a proporglielo solo per il riposo notturno; – Mai usare punizioni o umiliazioni per forzare il distacco dall’uso del ciuccio;

– Coinvolgerlo nella decisione di come interromperne l’uso, chiedendogli per esempio se buttarlo via, lasciarlo sotto al cuscino per darlo alla fatina dei denti…);

– Pianificare piccole ricompense ad ogni progresso;

– Lodare e complimentarsi con il bimbo, facendogli capire quanto si è orgogliosi di lui per la scelta a rinunciare al ciuccio;

– Consentire e comprendere eventuali sentimenti di disagio (rabbia, tristezza..) da gestire con affetto e calma; – Se il bambino dovesse richiedere il ciuccio (e lo farà!) ricordargli che ormai è grande e non ne ha bisogno o temporeggiare o impegnarlo in qualche gioco per fargli dimenticare la richiesta.

Riferimenti bibliografici:

Nuovo Manuale di Logopedia”, Adriana De Filippis Cippone. Erickson. 1998.

“Manuale pratico di terapia miofunzionale”, A. Ferrante. Marappese Editore Roma. 2004.

“Deglutologia”, O. Schindler, G. Ruoppolo. Omega Ed. 2001 Linee Guida.

Prevenzione delle malocclusioni dalla nascita all’adolescenza”. Ministero del Lavoro della Salute e delle politiche sociali (2015).

“Togliamo il ciuccio“. P. Perrone.

“Abilità oromotorie e di alimentazione“, S.Lovotti.

Di Chiara A., “Il giusto respiro. Proteggere i bambini da adenoidi ingrossate, allergie, infezioni respiratorie ricorrenti e altre patologie”. (2013).

Per info.: https://www.facebook.com/LogopedistaSimonaDiNapoli/

Dott.ssa Simona Di Napoli – Logopedista

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