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L’Abruzzo nel cinema: i luoghi cinematografici della regione

(DAM) Abruzzo – Il nostro Abruzzo è stato spesso protagonista al cinema, facendo da sfondo a grandi produzioni cinematografiche italiane e internazionali. In questa panoramica, scopriamo alcune tra le più famose pellicole che hanno scelto il paesaggio abruzzese come sfondo.

L’Abruzzo, un set perfetto

L’Abruzzo è una regione ricca di storia, di cultura e di paesaggi naturali mozzafiato: non è strano, quindi, che il mondo del cinema lo notasse e ne restasse affascinato.
Sono state molte, infatti, le occasioni in cui il nostro territorio è stato scelto come set cinematografico da grandi produzioni del cinema italiano ma anche internazionale.

Nel processo di selezione delle ambientazioni perfette per un film, giocano un ruolo di primo piano le Film Commission, commissioni regionali che si occupano proprio di intercettare le produzioni cinematografiche e proporre i propri territori come teatro per la lavorazione.
L’indubbio fascino dell’Abruzzo, comunque, molto spesso è stato sufficiente anche da solo per farsi notare da produttori e addetti alla selezione delle location.

Gli inizi

È negli anni Cinquanta che inizia il nostro viaggio nel lungo rapporto del cinema con l’Abruzzo.
In questi anni sono principalmente le produzioni italiane a rivolgersi alle nostre terre in cerca di ambientazioni, che diventano così sfondo di pellicole importanti.

Nel 1953, per esempio, Rocca di Cambio (AQ) ospita le riprese de Il ritorno di don Camillo, secondo capitolo della saga cinematografica ispirata ai romanzi di Giovannino Guareschi.
Il film è diretto da Julien Duvivier e interpretato ancora una volta dal duo Fernandel – Gino Cervi. Rocca di Cambio, nella finzione scenica, diventa l’inventata Montanera, località remota in cui Don Camillo viene spedito per punizione dopo i fatti del primo film.

È nel 1954, poi, che l’Abruzzo partecipa al primo successo internazionale di Federico Fellini: La Strada, sceneggiato insieme all’abruzzese Ennio Flaiano, vince l’Oscar per il miglior film straniero ed è girato in parte a Rocca di Mezzo (AQ).

Due anni dopo, nel 1956, è Giuseppe De Santis a scegliere l’Abruzzo per il suo Uomini e Lupi, interpretato da Silvana Mangano e Yves Montand.
La pellicola racconta di due cacciatori di lupi professionisti nel piccolo borgo abruzzese di Vischio; le riprese si sono svolte completamente nella nostra regione, in particolare a Scanno (AQ) e Pescasseroli (AQ), proprio durante la celeberrima nevicata del 1956.

Gli anni Settanta

Gli anni Settanta confermano la storia d’amore tra il cinema e l’Abruzzo.
È in questo decennio che il rapporto si fa più vivace e che la nostra regione si trasforma sempre più spesso in scenario per film di ogni genere.

A partire dal western all’italiana in una delle sue incarnazioni più famose e apprezzate: quella interpretata da Bud Spencer e Terence Hill. L’amatissimo duo comico è protagonista nel 1970 e nel 1971 dei due classici diretti da E.B. Clucher: Lo chiamavano Trinità… e …continuavano a chiamarlo Trinità. In entrambe le pellicole, le sterminate praterie americane sono rese perfettamente dai paesaggi di Campo Imperatore (AQ) sul Gran Sasso.
Tra i moltissimi film girati in Abruzzo negli anni Settanta, vale la pena ricordare Il deserto dei Tartari, diretto da Valerio Zurlini a partire dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati.
Interpretato, tra gli altri, da Vittorio Gassman, Giuliano Gemma, Philippe Noiret e Max Von Sydow, il film ha ricostruito efficacemente gli ambienti desertici necessari anche grazie all’Abruzzo: alcune scene in esterna sono infatti state girate nelle zone di Campo Imperatore (AQ) e del Monte Velino.

Gli anni Ottanta

La definitiva consacrazione dell’Abruzzo nel mondo del cinema avviene però negli anni Ottanta, decennio in cui la regione fa da sfondo a pellicole di ogni genere e apre le porte al cinema d’oltreoceano.

Naturalmente non mancano, nemmeno in questo decennio, le occasioni per il grande cinema italiano di scegliere l’Abruzzo come location.
Nel 1980, per esempio, è Fontamara, diretto da Carlo Lizzani e basato sul romanzo omonimo dell’autore abruzzese Ignazio Silone, a scegliere l’Abruzzo. Il film, interpretato da Michele Placido, è infatti girato interamente nella nostra regione, in particolare nella Marsica, terra d’origine dello scrittore e conserva addirittura molti dialoghi in dialetto marsicano.
Le riprese si sono svolte a Pescina (AQ), luogo di nascita di Silone, ad Avezzano (AQ), ad Aielli (AQ) e a Roccacasale (AQ).

L’anno successivo, nel 1981, anche Carlo Verdone passa dalle nostre parti per il suo Bianco, Rosso e Verdone, che include alcune scene girate sull’A24, tra L’Aquila e Assergi (AQ).
Il 1982 fa invece conoscere Chieti al grande pubblico: il capoluogo marrucino è infatti protagonista di Sciopén, interpretato da Michele Placido e Giuliana De Sio e diretto dal regista teatino Luciano Odorisio.
L’artista tornerà a celebrare la sua città natale nel 1988 con Via Paradiso, nuovamente ambientato e girato a Chieti.

Il 1985 segna l’anno d’oro per l’Abruzzo al cinema: sono tantissime le produzioni, italiane e internazionali, a scegliere location abruzzesi per le loro storie.
Tra quelle italiane, vale la pena citare La messa è finita, diretto e interpretato da Nanni Moretti e con sequenze girate sul lago di Barrea (AQ).

Nello stesso anno l’Abruzzo apre le porte al fantasy e agli Stati Uniti: si comincia con Ladyhawke, apprezzato e famosissimo film diretto da Richard Donner e interpretato da Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick.
Ambientato nella fantomatica Aguillon (nome ideato a partire da quello di L’Aquila), il film ci mostra le stupende bellezze di Rocca Calascio (AQ) e di Castel Del Monte (AQ).
Proprio la Rocca di Calascio tornerà protagonista del grande cinema internazionale l’anno seguente, nel 1986, facendo da sfondo a Il nome della rosa, diretto da Jean-Jacque Annaud e interpretato da Sean Connery a partire dal romanzo di Umberto Eco.

Il fantasy, in particolare, sembra trovare in questo periodo terreni ideali in Abruzzo: nel 1985 il regista Richard Fleischer porta a Celano (AQ) i due divi Arnold Schwazenegger e Brigitte Nielsen per il film Yado, girato anche a Campo Imperatore (AQ) e nell’area archeologica di Alba Fucens (AQ).
Nel 1987 è poi Ruggero Deodato a scegliere l’Abruzzo: il suo The Barbarians, commistione di fantasy nostrano e ironia, è girato in parte a Campo Imperatore (AQ).

Gli anni Novanta

Anche il decennio successivo non si dimostra certo avaro di pellicole che scelgono l’Abruzzo per rappresentare su schermo le proprie storie.

I titoli tra cui scegliere sarebbero molti, ma è impossibile non citare Parenti Serpenti, diretto nel 1992 da Mario Monicelli.
Ambientato a Sulmona (AQ), il film trova proprio nella città abruzzese la location perfetta per una storia amara e cinica.
Piccola curiosità: il film è però costellato di rimandi alle tradizioni di Lanciano (CH), città che aveva in mente lo sceneggiatore Carmine Amoroso e che doveva essere inizialmente teatro dell’azione.

Anche il trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo si è concesso una capatina in Abruzzo: per il loro secondo lungometraggio, Così è la vita, diretto da Massimo Venier nel 1998, hanno infatti girato anche a Campo Imperatore (AQ).

Tra i più interessanti titoli abruzzesi apparsi negli anni Novanta troviamo La guerra degli Antò, diretto nel 1999 da Riccardo Milani a partire dai romanzi di Silvia Ballestra.
Incentrato su quattro punk abruzzesi, il film si ambienta a Montesilvano (PE) ed è girato interamente nella cittadina costiera. Curiosamente, il dialetto utilizzato nella pellicola non è però quello pescarese bensì quello marsicano.

Il luogo dove sono stati girati più film:

Il luogo dove sono stati girati più film in Abruzzo ė Balsorano (AQ), nella Valle Roveto, nella Marsica sul – occidentale. 

Tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta nel Castello Piccolomini di Balsorano  furono girati diversi film gialli, horror ed erotici. Il maniero ė stato scelto per via sia della sua ottima conservazione sia interna che esterna, sia per la caratteristica dei luoghi, sia per la sua relativa vicinanza a Roma.

I film girati nel Castello di Balsorano sono: La cripta e l’incubo (1964), Il boia scarlatto (1965), La settima tomba (1965), A…come assassino (1966), 7 donne d’ oro contro due 07 (1966), Le 7 cinesi d’oro (1967), Assassino senza volto (1968), Pensiero d’amore (1969), Lady Barbara (1970), Esprima, Erotika, Psicotika (1970), Lady Frankenstein (1971), La lunga ombra del lupo (1971), Metti lo diavolo tuo ne lo mio inferno (1972), E continuavano a mettere lo diavolo ne lo inferno (1973), Riti, magie nere e segrete orge nel Trecento (1973, Il plenilunio delle vergini (1973), Farfallon (1974), La sanguisuga conduce la danza (1975), Il comune senso del pudore (1976), Suor Emanuelle (1977), Malabimba (1979), Erotici Flash (1981), C’è un fantasma nel mio letto (1981) e Bollenti Spiriti (1981).

Inoltre, negli  anni Novanta, il castello divenne la location per alcuni film a luci rosse diretti da  Lo Cascio e  D’Amato che, tra gli altri, furono interpretati da Rocco Siffredi, tra cui: Il Marchese de Sade (1994), Sexy caccia al tesoro (1994), Amleto – Per amore di Ophelia (1995), Il barone von Masoch (1995), Decameron X (1995), Decameron X2 (1995).

Il nuovo millennio

E ai nostri tempi? Il nuovo millennio ha dimostrato che il rapporto tra il cinema e l’Abruzzo è più vivo che mai, con moltissime produzioni che continuano a scegliere la nostra regione per le loro creazioni.

Solo per fare qualche esempio, possiamo ricordare Pane e tulipani (2003) girato a Pescara, La volpe e la bambina (2007) girato nel Parco Nazionale d’Abruzzo, The American (2010), che ha portato George Clooney a Castel del Monte (AQ).

Più di recente, Il racconto dei racconti (2015), diretto da Matteo Garrone con un cast internazionale che comprendeva Salma Hayek e Vincent Cassel, ha scelto la suggestiva Roccascalegna (CH) per raccontarci una serie di fiabe medievali e Omicidio all’italiana (2017), diretto e interpretato da un abruzzese illustre nel mondo dello spettacolo come Maccio Capatonda, ha fatto conoscere al grande pubblico il borgo di Corvara (PE).

Tutte le foto che trovate in questo articolo sono state realizzate dalla fotografa teatina Paola Merlino per il suo progetto fotografico dedicato al cinema in Abruzzo in collaborazione con MOOD Photography. Il lavoro è ancora in corso e le prime immagini che potete vedere ci sono state concesse in esclusiva.

Fonti:

Regione Abruzzo: http://filmcommission.regione.abruzzo.it/home-page

Agenzia Stampa Italia: https://agenziastampaitalia.it/cultura/cultura-2/31372-abruzzo-il-castello-piccolomini-di-balsorano-aq-puo-diventare-un-esempio-da-seguire-per-la-promozione-storico-turistica-del-territorio

Wikipedia, Castello Piccolomini di Balsorano

Cristiano Vignali – Direttore Discovery Abruzzo Magazine

Claudia Falcone – Discovery Abruzzo Magazine