La primavera tarderà ad arrivare se i “Giorni della Merla” sono più caldi del solito

“Giorni della Merla” (Wikipedia)

(DAM) Abruzzo – A cavallo fra gennaio e febbraio, secondo antichi detti popolari, ci sarebbero i giorni più freddi dell’anno, i cosiddetti “Giorni della Merla”.

In alcune regioni d’Italia sono considerati tali il 30 ed il 31 gennaio, in altre il 29, il 30 e il 31, mentre, addirittura, altrove l’1 e il 2 febbraio.

Se la temperatura dei “Giorni della Merla”, dovesse essere più alta del solito, la primavera tarderà ad arrivare.

Ed è proprio quello che sta succedendo quest’anno, in cui, dopo la neve e il ghiaccio delle settimane scorse, le temperature si sono rialzate, eccetto la sera nelle valli dell’Appennino Centrale, dove, ad esempio, alle ore 19.50 di domenica 29 gennaio 2017, si sono toccate temperature in doppia cifra sotto lo zero, come i – 12,5 gradi centigradi dell’Altipiano delle Cinque Miglia.

Ma, perché si chiamano “Giorni della Merla”?

A tal proposito, esistono diverse leggende popolari alcune del Settentrione, altre del Meridione d’Italia.

In Val Padana, si racconta di una nobildonna che si rimetteva “de Merli” che dovette aspettare per sposarsi proprio questi giorni per attraversare a piedi il fiume Po ghiacciato. Altri racconti, invece parlano di un cannone che poté essere trasportato da una riva all’altra sempre del Po grazie alle acque ghiacciate.

Nel Centro – Sud Italia, è invece più famosa la storia della Merla che per il troppo freddo si dovette riparare, con la sua nidiata, in un comignolo pieno di grigia cenere. Da quel momento la femmina ed i piccoli del merlo furono di colore grigio.

Interessante, la variante che spiega il motivo per cui febbraio è il mese più corto dell’anno : il freddo gennaio si divertiva ogni anno a fare i dispetti alla merla , mandando bufere di neve, così il volatile decise di aspettare al sicuro nel comignolo il 1 febbraio. All’epoca, Gennaio aveva solo 28 giorni, poi, come si accorse della beffa della merla, si fece prestare 3 giorni da febbraio per scatenare la tempesta. Febbraio divenne così un mese monco.

Stefano Muzi

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