La nascita del lago di Secinaro, il culto della dea Sicinna e la croce nel cielo di Costantino

Lago di Secinaro, da notare il bordo spesso che potrebbe fa pensare a una origine meteoritica dello specchio d’acqua

(DAM) Valle Subequana – Nel IV secolo d.c., all’epoca della cristianizzazione dell’Impero Romano, si racconta, secondo la tradizione, che una scia luminosa di una cometa con più teste attraversò il cielo dell’Italia Centrale, e Costantino ci vide una croce che fece mettere sulle sue insegne durante la battaglia di Ponte Milvio alle porte di Roma, vinta sul rivale al trono imperiale, Massenzio.

Ma, pochi conoscono il continuo della storia che si mischia con la leggenda: la cometa avrebbe continuato il suo tragitto fino all’Abruzzo e in particolare, fino alla Valle Subequana, in località Secinaro, (Aq) dove l’enorme palla di fuoco avrebbe terminato il suo viaggio, aprendo un cratere, occupato oggi dal cosiddetto “lago meteoritico” di Secinaro.

In antichità, presso le popolazioni peligne e subequane, era ancora molto forte il culto della Dea Sicinna che faceva parte del corteo di Bacco (o Dioniso) , benché il Senato Romano lo avesse proibito da tempo nel 186 A.C., insieme alla sua danza a sfondo orgiastico.

La meteorite, precipitando avrebbe aperto il cratere dove oggi c’è lo specchio d’acqua e contestualmente distrutto un tempio pagano dedicato al culto della Sicinna edificato in zona, uccidendo anche i suoi seguati e sostituendo la statua della Dea con la Madonna della Consolazione.

Il credo della Sicinna, con la sua danza a “luci rosse”, scomparve e quel fatto straordinario che per i Romani aveva un significato soprannaturale (come un presagio, o un messaggio che le divinità volevano dare agli uomini) può essere considerato per certi versi come la riunione fra i tasselli di un incredibile puzzle che collega la nascita del Lago di Secinaro con l’avvento di Costantino al trono imperiale e del Cristianesimo come culto principale dell’Impero Romano.

Ovviamente si tratta solo di una leggenda popolare, ma è straordinario notare le coincidenze: lo studio del geologo svedese Jeans Orno, teorizzò una possibile origine meteoritica del lago per il bordo rialzato. Anche le analisi del radiocarbonio fisserebbero al IV secolo d.c., la data di nascita dello specchio d’acqua.

La teoria, in realtà, non ha ancora alcuna certezza scientifica ufficiale e l’origine del lago è ancora un mistero.

Stefano Muzi

Copyright Abruzzo Tourim

Precedente La preparazione della Liquirizia Successivo La primavera tarderà ad arrivare se i “Giorni della Merla” sono più caldi del solito