La logopedista Mara Monasterio: “Vi spiego io l’importanza del linguaggio verbale”

(DAM) Pescara – Quando l’uomo parla con un suo simile realizza una comunicazione verbale, trasmettendo le sue idee a chi l’ascolta e ricevendone di rimando.

Ciò che lui comunica è un insieme di informazioni intenzionali e non intenzionali ( spesso dalla voce di chi parla possiamo capire il suo stato d’animo, la provenienza geografica e/o socioculturale). Le informazioni che noi esponiamo sono il frutto di conoscenze, di esperienze, di emozioni, sono l’espressione del nostro essere inteso come insieme di intelletto e di anima. Tale comunicazione è possibile grazie al linguaggio verbale che rappresenta la forma più evoluta di comunicazione . Ci sono notevoli prove che suggeriscono che la capacità di usare la lingua è un tratto specifico della specie umana, biologicamente innata. Non abbiamo, tuttavia, nessuna prova sicura che indichi quando la lingua possa essersi originata e come si sia evoluta. In passato ci sono state varie teorie “fantasiose” per spiegare l’origine del linguaggio ( teoria della derivazione divina, del “bau – bau”, del “oh issa”…). La più attendibile è quella dell’adattamento fisiologico e dell’evoluzione del cervello.
Lo sviluppo di questa articolata forma comunicativa ha permesso all’ homo sapiens di sviluppare comportamenti mai osservati in altre specie. Sembra, infatti, che l’abilità tecnica, artistica e la complessità sociale dell’ homo sapiens siano state facilitate dallo sviluppo del linguaggio orale che permetteva un rapido scambio di informazioni; questo accadeva circa tra 50.000 e 35.000 anni fa. Tuttavia c’è stato un lento passaggio iniziato molto prima da una comunicazione gestuale a quella verbale.
Come detto prima, l’ uomo è geneticamente predisposto per acquisire il linguaggio ma è anche necessario che venga esposto fin dalla nascita alla lingua per poterla imparare.
Ma cosa è, quindi, il LINGUAGGIO VERBALE? è la Facoltà universale dell’uomo di emettere suoni articolati a cui associa dei significati. Distinguiamo un linguaggio recettivo ossia la capacità di comprendere ciò che gli altri dicono e un linguaggio espressivo e cioè la capacità di utilizzare in maniera corretta la lingua condivisa dalla propria comunità.
La funzione fondamentale del linguaggio è quella di comunicare, cioè mettere in comune, far partecipi.
Perché si realizzi un atto di comunicazione verbale è necessario che ci siano:
Un parlante
Uno o più ascoltatori
Un messaggio da trasmettere
Una lingua condivisa
Un canale di trasmissione, nello specifico il Vocal tract composto dalla laringe in cui si produce il suono e dalle cavità di risonanza (faringe, bocca, naso) in cui i suoni “prendono forma” e diventano fonemi.
I fonemi combinandosi tra loro originano le parole e così, per esempio, producendo in sequenza i fonemi s, o, l, e si forma la parola sole . Utilizzando un numero limitato di fonemi (in italiano sono 28) si possono creare infinite parole.
Allo stesso modo combinando tra loro le parole secondo le regole grammaticali della propria lingua, si può produrre un numero infinito di enunciati.
Parlare, quindi, nonostante l’ apparente facilità, è una delle funzioni cognitive più complesse dell’uomo e presuppone anche l’ integrità di strutture anatomo – fisiologiche e neurologiche. Oltre il vocal – tract di cui si è parlato prima, è necessario il buon funzionamento dell’organo dell’udito, infatti senza una buona capacità uditiva è difficile che si impari a parlare. Ci sono, poi, delle aree cerebrali situate nell’emisfero sinistro dell’encefalo specializzate per l’ elaborazione linguistica . Quando, per cause diverse, si vengono ad avere lesioni e/o mal funzionamenti delle suddette strutture anatomo – fisiologiche, è facile che la capacità linguistica di un individuo ne risenta.

Per info e contattihttp://www.aitafederazione.it/aita/associazioni-regionali/abruzzo/

Mara Monasterio -Logopedista Pescara

 


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