Intervista a Massimiliano Perrella: «Attraverso il mondo con la mia moto»

(DAM) Ecuador (Sudamerica). Discovery Abruzzo Magazine intervista Massimiliano Perrella, un giovane 35enne originario di Termoli (CB) che viaggia per il mondo in sella alla sua motocicletta. Un’esperienza unica, che lo ha portato a conoscere tanta gente, visitare luoghi fantastici e non solo…

 

Com’è nata l’idea di viaggiare per il mondo?

«Le motivazioni sono tante: insoddisfazione, criticismo verso i canoni di una società che pretende di dirti come vestire e come vivere. Soprattutto, però, una sana e incontenibile voglia di conoscere il mondo! Luoghi fantastici, gente meravigliosa e costumi inusitati sono un richiamo troppo grande… così si concretizza un sogno chiamato Australia Twin: www.australiatwin.it. Dopo un anno di gestazione, ho raggiunto l’Australia partendo da Termoli (CB).  In questo Paese ho lavorato per ben due anni prima di poter proseguire il viaggio verso l’America del Sud».

 Quali sono le difficoltà che si incontrano durante un viaggio così lungo?

«La routine quotidiana del mio viaggio prevede alimentarsi bene, fare controlli generali alla moto (non si finisce mai), trovare le strade migliori. Inoltre, trovare un posto sicuro per dormire e una connessione a internet. Poi, se c’è anche dell’acqua calda la cosa non mi dispiace! In più, bisogna documentarsi su itinerari, visti, permessi doganali per la moto, vaccinazioni, costumi della gente, traffico e posti interessanti da visitare. È quasi un vero e proprio lavoro…»

Massimiliano Perrella
Massimiliano Perrella

Quante persone ha conosciuto in questa avventura e che cosa le hanno lasciato?

«“Centinaia” sarebbe riduttiva come risposta, ma ricordo distintamente ogni singolo incontro. La scoperta più grande di questo viaggio è nella mia ritrovata fiducia nell’essere umano! Non mi è mai mancato un aiuto, un incoraggiamento, una stretta di mano e sono stato ospitato praticamente dappertutto. In definitiva: l’essere umano è infinitamente meglio di come lo dipingono i Media. Proprio per questo sono stato accettato dalla Ted Simon Foundation (http://jupiterstravellers.org/it/).Il loro obiettivo è promuovere l’intesa tra popolazioni, ridurre le tensioni e favorire la pace tra le diverse culture del mondo».

C’è un luogo in particolare che ha visitato finora a cui si sente più legato? Perché?

«Sicuramente la Thailandia: gente meravigliosa, scenari da incanto (sia marini che collinari), cibo squisito, tanta cultura e rispetto per il prossimo. E, soprattutto, la capacità di vivere il presente, lasciare andare il passato e non curarsi troppo del futuro. Ho anche studiato massaggio tradizionale thailandese, una figata! Se dovessi scegliere un posto dove vivere per il resto della mia vita, sarebbe sicuramente là».

Sente nostalgia della sua Terra e dei suoi cari?

«Sinceramente l’Italia mi manca per tanti aspetti (usi, costumi, persone che ti capiscono al primo sguardo), ma molti (vedi mala politica e situazione economica) non li rimpiango per nulla. Sicuramente la famiglia mi manca tantissimo, ma Skype mi ha dato una bella mano a superare la malinconia in tante situazioni».

Quanti Paesi del mondo ha visto finora? Desidera vederli tutti?

«Ad oggi ho attraversato: Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Iran, India, Nepal, Thailandia, Laos, Vietnam, Cambodia e Malesia. 21’000 km di sorprese, passioni, sorrisi e ospitalità prima di arrivare in Australia. Ho poi proseguito verso: Cile, Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay, Bolivia, Perù ed Ecuador. Fosse possibile, sì: andrei in ogni singolo Paese di questo incredibile pianeta».

Quali sono i posti che ha visitato, che ritiene più belli finora?

«Dovendo stilare una sorta di “classifica”, considerando la bellezza dei Paesi che ho visitato, devo assolutamente dire che in ogni nazione ho trovato elementi comuni a tutti gli uomini e peculiarità del luogo. Facendo mente locale direi la Serbia per il suo popolo magnifico e la gentilezza in essi riscontrata. Anche l’Iran mi ha fatto provare sensazioni bellissime grazie all’ospitalità e alla spontaneità di chi ha fatto di tutto per farmi conservare un ottimo ricordo del Paese. Decisamente molti Media non rendono giustizia, con i loro commenti faziosi, alla bontà e genuinità dei popoli di religione musulmana. Anche in Laos mi sono dovuto inchinare davanti alla genuinità e simpatia del simpatico popolo laotiano. In assoluto i più rilassati di tutti (qua la siesta non è pomeridiana, è quotidiana!) e certamente uno dei popoli che mi ha mostrato di più in assoluto denti e gengive: non la smettevano mai di sorridere! In Brasile sono stato contagiato dalla innata felicità ed allegria della popolazione, in Argentina e Uruguay sono stato trattato come un familiare, Bolivia e Perù mi hanno regalato i paesaggi più belli della mia vita mentre le Ande, fra Cile ed Argentina, mi hanno rapito il cuore. Davvero difficile scegliere in questa nutrita lista di meraviglie».

Quali saranno le sue prossime tappe e dove si trova adesso?

«In questo momento scrivo dall’Ecuador, precisamente dalla capitale, Quito, e sto facendo il programma per la Colombia, la prossima tappa nella lista. Ad oggi sto anche facendo mente locale su cosa fare successivamente, dopo anni di vita da nomade cambiano un po’ di parametri, priorità e l’età che passa invita a decidere con coscienza ».

Un messaggio per chi volesse intranprendere un’avventura come la sua?

«Di consigli ce ne sarebbero tanti, ma se devo sceglierne uno solo è: partite! Il mondo è meraviglioso e lascia stupiti anche nei posti più impensabili. Non bisogna essere supereroi o avere grandi somme: si trova sempre un aiuto e viaggiare in moto, o in bici o facendo autostop è mille volte meglio che prendere un aereo e raggiungere un posto senza aver scoperto e conosciuto niente e nessuno. Infatti, il bello del viaggiare è il viaggio stesso, la meta è solo una pausa fra un viaggio ed un altro… e se desideri ardentemente qualcosa fai di tutto per raggiungerla, non importa come!».

Anna Di Donato
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