I benefici dell’Osteopatia a cura di Antonio Pranzitelli

L’Osteopata e Fisioterapista Antonio Pranzitelli che opera nelle zone di Termoli, Chieti, Pescara, e San Benedetto del Tronto

(DAM) Chieti – Si sente parlare sempre più spesso di Osteopatia e dei suoi numerosi effetti benefici. Alcune statistiche hanno evidenziato come, solo nel 2017 quasi 10 milioni di italiani si sono rivolti all’ osteopatia per la tutela del proprio benessere.

Se da una parte la risposta dei professionisti ad un numero così elevato di richieste non manca, non si può dire altrettanto delle delucidazioni ai tanti interrogativi dei pazienti che, colpiti ed incuriositi dalla delicatezza e non-invasività dell’approccio, non riescono a spiegarsene il funzionamento.

A tale scopo, il presente articolo cercherà di delineare in maniera breve e coincisa cosa sia l’osteopatia e quali siano i suoi meccanismi d’azione.

COS’E L’OSTEOPATIA?

La medicina osteopatica è una disciplina medica non convenzionale (CAM), di primo livello e di primo contatto, nata negli Stati Uniti nel 1874 a partire dalle brillanti intuizioni del suo fondatore il dottor Andrew Taylor Still il quale, a causa dei comprensibili limiti della medicina del tempo, decise di elaborare un nuovo approccio per contrastare le più comuni patologie.

Da allora fino ai giorni nostri, l’osteopatia è andata sempre più evolvendosi nel ragionamento e nelle tecniche, tanto da essere riconosciuta in diversi paesi nel mondo come professione sanitaria ed essere annoverata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fra gli “approcci complementari finalizzati alla prevenzione e al mantenimento della salute” (vedi “Benchmarks for training in traditional, complementary and alternative medicine” – OMS 2003, agg. 2010).

Anche in Italia attualmente, grazie al DdL del ministro Lorenzin divenuta legge a tutti gli effetti nel 2018 (legge n. 3/18 del 11 gennaio 2018, GU n. 25 del 31 gennaio 2018), sono in atto manovre giuridiche e legislative finalizzate ad integrare la medicina osteopatica nel sistema sanitario nazionale.

OSTEOPATIA E MEDICINA TRADIZIONALE

L’Osteopatia condivide gran parte delle conoscenze medico-biologiche della medicina convenzionale, ma utilizza un differente sistema di valutazione, trattamento e cura del paziente cosi come una propria terminologia di riferimento.

E’ possibile applicarla in tutte le fasce d’età, non ha controindicazioni e non fa ricorso a nessun tipo di farmaco.

Essa viene considerata una disciplina “olistica” (dal greco “olos-” ovvero “tutto“) in quanto, neuro-fisiologicamente ed anatomicamente parlando, concepisce il corpo e l’individuo in un ottica di globalità in cui la “singola parte” (un organo, un sintomo, una disfunzione) deve essere sempre inquadrata nel suo rapporto con l’insieme (rapporti di influenza e reciprocità).

Proprio a tal motivo, quando un paziente si recherà all’interno di uno studio di osteopatia il professionista procederà nei classici step di anamnesi, raccolta dati, valutazione funzionale e ragionamento clinico ma tenendo sempre conto dell’unicità ed irrepetibilità dell’individuo e della sua storia clinica; tale presupposto è un elemento essenziale per comprendere le dinamiche eziopatogenetiche del paziente ed ipotizzare un piano di intervento terapeutico.

Per disturbi apparentemente identici infatti, possono essere riscontrate cause ed influenze totalmente diverse da paziente a paziente, con un numero variegato di possibili risposte e una remissione totale o parziale dei sintomi in tempi differenti.

Altra caratteristica distintiva dell’osteopatia rispetto la medicina tradizionale, è quella di non concepire la patologia secondo standard patognomonici predefiniti ma solo come una “defaillance” dei sistemi di adattamento corporei (meccanismi allostatici) e di non approcciare ai sintomi con protocolli d’intervento standardizzati e sempre uguali.

Non verranno inoltre utilizzati “tool” di intervento di tipo farmacologico e chirurgico, ma una semeiotica e una terapia basata sulle proprietà sensoriali e discriminative della palpazione manuale e del tocco terapeutico.

Come è possibile tutto questo? Vediamolo insieme.

OSTEOPATIA: MECCANISMI D’AZIONE

Da un punto di vista medico-scientifico è stato osservato come le tecniche manuali osteopatiche articolino la loro efficacia terapeutica su precise risposte neurofisiologiche del corpo e sulla modificazione dei rapporti struttura-funzione.

Mediante dolci manipolazioni infatti è possibile ottenere diversi benefici come ad esempio un miglioramento della risposta immunitaria, una modulazione della risposta infiammatoria e della nocicezione (dolore), un miglioramento della postura, un miglioramento nel comportamento sociale, del tono dell’umore e via discorrendo.

Ecco elencati alcuni effetti benefici del trattamento Osteopatico sul corpo:

1)Modificazioni biomeccaniche – posturali:

In questo modello le tecniche manipolative osteopatiche vengono applicate al fine di ottimizzare la salute e funzionalità delle componenti muscolo-scheletriche-connettivali dell’individuo e di conseguenza degli elementi tensegrili corporei, permettendo un miglioramento della postura, dell’equilibrio, del tono muscolare, dei parametri di ampiezza e mobilità articolare, una ridistribuzione delle linee di forza e dei pesi corporei e la liberazione di strutture nervose periferiche che possono essere soggette ad “entrapment” (compressioni e irritazioni di natura meccanica).

2)Modificazioni circolatorie:

in questo modello si punta ad incrementare, mediante tecniche manuali, la funzionalità del sistema circolatorio e dei sistemi di drenaggio dei fluidi corporei (linfa, fluidi interstiziali, etc).

Alcune restrizioni tissutali infatti possono determinare compressioni sulle strutture vascolari e peri-vascolari, determinando un rallentamento del drenaggio venoso o un ridotto afflusso del sangue arterioso ai tessuti, influendo negativamente sulla salute e sull’omeostasi degli stessi. Di conseguenza, garantire la liberazione delle strutture peri-vasali e delle principali stazioni linfonodali non potrà che migliorare l’apporto di ossigeno e nutrienti ai tessuti e incrementare i loro meccanismi di pulizia da mediatori biochimici dell’infiammazione, tossine, metaboliti e possibili patogeni.

3)Modificazioni respiratorie:

le tecniche manuali osteopatiche possono apportare un miglioramento qualitativo della meccanica respiratoria; migliorare la meccanica respiratoria (compliance ed espansività toracica) significherà a sua volta garantire una maggiore presenza di ossigeno nel sangue, una maggiore capacità di eliminazione di anidride carbonica, un miglioramento del drenaggio fluidico (il diaframma funge da pompa meccanica sul sistema venoso, liquorale e linfatico) e delle secrezioni bronchiali, una indiretta e positiva influenza sulle dinamiche del pavimento pelvico e del rachide, un’influenza sul sistema vagale e un indiretto miglioramento della funzioni degli organi peri-diaframmatici.

4)Modificazioni neurologiche:

grazie ai rapporti nervosi esistenti tra il sistema somatico e il sistema nervoso, l’approccio terapeutico manuale osteopatico garantisce un cambiamento delle afferenze neurali e una riduzione degli impulsi nocicettivi di origine meccanica o chimico-metabolica. Agire su questi impulsi significherà poter intervenire nella gestione del dolore acuto o cronico e sui rispettivi meccanismi di memorizzazione del dolore (facilitazione e sensitizzazione).

E’ inoltre possibile intervenire positivamente sullo stato infiammatorio, sulla funzionalità propriocettiva, migliorare il funzionamento del sistema nervoso autonomo con positivi risvolti sul sistema immunitario e neuro-endocrino.

Inoltre è stato osservato come il trattamento osteopatico possa attivare fisiologicamente il sistema endo-cannabinoide ed endorfinico.

5)Modificazioni epigenetiche:

Tutte queste dinamiche permettono una positiva influenza sui meccanismi epigenetici dell’individuo ovvero su quei meccanismi di lettura delle informazioni genetiche, contrastando eventuali alterazioni della decodificazione del materiale genetico cellulare e prevenendo, in alcuni casi, l’emergere di alcune “predisposizioni” ereditate e non ancora espresse.

OSTEOPATIA: CAMPI DI APPLICAZIONE E COLLABORAZIONI

L’Osteopata non vive in un mondo distaccato dall’equipe sanitaria anzi, le figure professionali con cui l’Osteopata può collaborare e i campi in cui l’Osteopatia può dare il proprio contribuito sono numerosissimi:

Ortopedia, Traumatologia, Reumatologia, Neurologia, Pediatria, Neonatologia, Odontoiatria, Oculistica, Ortottica, Logopedia, Gastro-Enterologia, Chirurgia, Pneumologia, Cardiologia, Oncologia, Fisioterapia, Ostetricia, Ginecologia, Orl, Psicologia e Psichiatria.

BREVE SINTESI DEI PRINCIPI FONDAMENTALI DELL’OSTEOPATIA

1) Il corpo è ununità.

2) Struttura e funzione sono reciprocamente correlate.

3) Il corpo possiede naturalmente dei meccanismi di autoregolazione e adattamento all’ambiente (“salute”); la malattia non è nient’altro che una perdita di tale capacità ed il trattamento deve puntare al suo recupero e potenziamento.

4) Trattare le cause, non le manifestazioni sintomatologiche della malattia.

5) Non solo curare ma prendersi cura del paziente (“to care, not to cure”)

6) Non nuocere.

Per maggiori Informazioni

Dott. Antonio Pranzitelli – Fisioterapista Osteopata (Termoli – Chieti – Pescara – San Benedetto del Tronto)

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