Farindola, alla scoperta del “Caseus Vestinus” e della Transumanza Verticale

(DAM) Gran Sasso d’Italia – Nel sub Appennino del Gran Sasso d’Italia, nella Riserva Regionale del Voltigno e della Valle d’Angri, in una zona del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga ricca di biodiversità, sotto i monti Siella (2077 mt Slm) e San Vito (1892 mt Slm), ai confini interni fra la Provincia di Pescara e quella di Teramo, é sita Farindola, nel cui territorio circostante permangono alcune tradizioni che affondano nella notte dei tempi, legate al mondo agropastorale: la Transumanza Verticale e il “Caseus Vestinus”, il Pecorino di Farindola chiamato cosi da Plinio il Vecchio, di cui scrivono anche Apicio e Marziale che nella sua opera “De Agricoltura”, ne descrive le fasi di produzione.

Il Pecorino di Farindola, appartenente alla famiglia dei “canestrati”, la cui forma viene data da un canestro (in antichità di vimini e giunchi, oggi di plastica) viene prodotto oggi anche in altri Comuni oltre Farindola, sempre alle pendici del Gran Sasso: in Provincia di Pescara Carpineto della Nora, Civitella Casanova, Montebello di Bertona, Penne, Villa Celiera; in Provincia di Teramo Arsita e Bisenti.

A tal proposito, il nostro direttore, il dott. Cristiano Vignali, fresco di nomina ad “Abruzzo Smart Ambassador” cioè Ambasciatore digitale dell’Abruzzo, è stato domenica 22 settembre ospite a Farindola con una comitiva di turisti inglesi per un evento della rassegna “Esploratori del Gusto” organizzato dalla Coop.  C.I.E.F.I.ZO.M. arl col patrocinio del Parco Nazionale del Gran San Sasso e dei Monti della Laga, alla scoperta delle tradizioni enogastronomiche e culturali della zona.

Gli ospiti, accompagnati da Carla e Paola della Casera Consortile del Pecorino di Farindola hanno potuto non solo gustare il tipico formaggio locale, ma anche osservare le fasi della trasformazione del caglio di suino in formaggio, ospiti del maestro caseario Silvano Costantini che con la consorte ha preparato il formaggio, utilizzando la ricetta della tradizione, tramandata nei millenni dalle donne del paese che si occupavano della mungitura, della classificazione e delle operazioni di stagionatura e conservazione del formaggio, mentre il pascolo, il foraggiamento e la tosatura delle greggi, erano compiti degli uomini.

La preparazione del Pecorino di Farindola a cura di Silvano Costantini e consorte: https://youtu.be/OS2Uzj–Nd8

Il segreto del Pecorino di Farindola che alla vista si presenta con una crosta striata con un colore che va dal giallo paglierino al marrone a seconda della stagionatura, è proprio il caglio di suino che lo rende unico. Altre particolarità molto importanti di questo formaggio, le cui caratteristiche si mettono maggiormente in risalto se lo si gusta al naturale su un pezzettino di pane magari accompagnato da un buon vino bianco o rosso a seconda della stagione, sono una pasta interna dura o seminuda di colore paglierino, leggermente umida e piccante, con un forte accento di latto di pecora e un mix di sapori fra fungo, legno e muffa nobile.

Ma, ci sono altri fattori esterni che influenzano il gusto del Pecorino di Farindola, come il formaggio che deriva da pecore allevate secondo l’antica tecnica della Transumanza verticale che per la sua facilità di spostamento ridotto delle greggi dai pascoli alti estivi, agli stazzi invernali sempre nella zona di Farindola, si pratica sul Gran Sasso da sempre e la conservazione e stagionatura da 4 mesi a 1 anno a seconda dei casi, al buio della cantina all’interno di vecchie cassapanche o madie di legno, dove le pizze di formaggio vengono unte con aceto e olio extra vergine d’oliva.

Dopo la visita alla casa di un artista inglese Paul Critchley che risiede nella vecchia abitazione del medico condotto di Farindola, Vignali e i turisti inglesi hanno pranzato presso il ristorante tipico “Lo Strego” con piatti tipici della zona sempre legati al mondo agropastorale, come la pecora alla callara, gli arrosticini grandi e una particolare pasta al sugo di carne chiamata gli “strapezzoni” o Sagne a la “Murt’accise”.

Infine, la comitiva dopo la rituale foto di gruppo si è recata negli alti pascoli in località Rigopiano, dove si è potuta osservare la fase estiva della Transumanza Verticale.

Vari gradi di stagionatura del Pecorino di Farindola

Prodotti tipici di Farindola e dell’area vestina

L’allegra comitiva italo – inglese a Farindola il 22 Settembre 2019 con Vignali Cristiano neo Abruzzo Smart Ambassador

 

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