Convegno “Le mille facce della pietra nell’aspirante Geoparco Majella” a Lettomanoppello

(DAM) Lettomanoppello – La mattina del 12 settembre 2020, presso la sala consiliare Wojtyla a Lettomanoppello, ha avuto luogo il convegno organizzato dal Parco Nazionale della Majella “Le mille facce della pietra nell’aspirante Geoparco Majella” nel corso della kermesse dal titolo “Dieci giornate in pietra”.

Alla tavola rotonda, patrocinata dalla Regione Abruzzo, dal Comune di Lettomanoppello e dalla locale Pro Loco “Tholos”, hanno preso parte il Sindaco del Comune di Lettomanoppello, Simone Romano D’Alfonso, il direttore del Parco Nazionale della Maiella, Luciano Di Martino, e altri rappresentanti del Parco e dell’Ordine dei Geologi.
Nel corso del suo discorso introduttivo il primo cittadino di Lettomanoppello ha ribadito l’importanza di fortificare l’antica arte della modellazione della pietra della Majella, perpetuata di padre in figlio, che costituisce il fiore all’occhiello della cittadina.

Il dottor Di Martino, invece, ha illustrato la straordinaria biodiversità di questa superficie naturale e le attività lavorative dei tecnici del Parco, dediti non solo allo studio ma anche alla tutela dell’integrità delle caratteristiche naturali e alla valorizzazione delle risorse al fine di garantire una razionale fruizione da parte dei cittadini e dei turisti. “Il Parco è in una situazione prospera, ci impegniamo per portare risultati positivi” ha asserito Di Martino, ricordando di essere vicini a coloro che vogliono tornare presto a visitare l’area protetta attraverso visite guidate virtuali in diretta sui social network.

Il Parco Nazionale della Majella è l’ente capofila del progetto “Adriaticaves”, finalizzato alla creazione di una rete di istituzioni pubbliche e private che gestiscono cavità naturali sia dal punto di vista della sostenibilità sia per la promozione del turismo.

Questo programma ha un carattere transnazionale ed interessa una partnership tra Paesi che si affacciano sul mare Adriatico: Italia, Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro ed Albania.
Le geologhe Adele Garzarella e Elena Liberatoscioli hanno disquisito sulla candidatura del Parco Nazionale della Majella a Geoparco Unesco, annoverando alcuni dei suoi più importanti geositi. Questi ultimi sono, infatti, di fondamentale importanza perchè rappresentano la geodiversità del territorio e contribuiscono a combattere la perdita della coesistenza delle specie e di ecosistemi.

La Majella è una delle montagne più giovani dell’Appennino e racchiude 115 grotte censite nel catasto nazionale. Ogni anno è meta di numerosi studiosi perchè considerata uno dei posti migliori al mondo per approfondire il modello di genesi e migrazione degli idrocarburi e il sistema deposizionale piattaforma-transizione-bacino. E’ una montagna sacra ed affascinante, ricca di eremi, borghi e monumenti di interesse internazionale.
Mariano Spera del Parco della Maiella e il geologo Silvano Agostini hanno concluso la conferenza annoverando le maggiori cavità del massiccio e l’importanza della sottoscrizione della “Carte delle Grotte”, ossia un accordo sottoscritto dagli operatori di queste ultime teso a garantire l’uso turistico sostenibile e il rispetto per il patrimonio storico-culturale connesso agli ambienti ipogei.

Maria D’Argento – Discovery Abruzzo Magazine

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