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Comparto Montagna, immediato indennizzo richiesto dal Ministro

(DAM) Roma – La decisione del precedente esecutivo, ed in particolare del Ministero della Salute, sentito anche il parere del Comitato Tecnico Scientifico (CTS), di posticipare ulteriormente al 5 marzo la riapertura delle stazioni sciistiche che segue quelle già avvenute a dicembre, a gennaio e quella del 15 febbraio, ha suscitato molte polemiche, nel comparto montagna, soprattutto fra i gestori delle strutture ricettive e degli impianti sciistici che da luglio stanno lavorando in vista di una stagione invernale 2020 – 2021 che, nonostante la neve caduta in abbondanza, non è mai partita e che di fatto, con l’ulteriore slittamento, si è di fatto chiusa  virtualmente senza partire mai. La decisione del Ministero della Salute è avvenuta nonostante le linee guide per la riapertura messe a punto dalle Regioni.

A tal proposito, ha commentato il neo Ministro del Turismo Massimo Garavaglia (Lega) “È mancato il rispetto per i lavoratori della montagna. La montagna è stata dimenticata, non è arrivato nulla se non qualche briciola. Inoltre, c’è bisogno di programmazione, in quanto non si può sapere il giorno prima cosa si fa il giorno dopo….”.

“Ci sono stati dei danni per il comparto montagna a causa di una scelta del precedente Governo e vanno indennizzati. Bisogna usare i soldi del Recovery per fare investimenti mirati, per ripartire alla grande come la nostra montagna sa fare” ha continuato il Ministro Garavaglia.

Cristiano Vignali – Direttore di Discovery Abruzzo Magazine