Brevi cenni storici sulla Ceramica di Rapino (Ch)

 

(DAM) Rapino (Ch) – La storia della produzione ceramista di Rapino, paese alle pendici della Maiella Orientale di Chieti, dura poco più di un centinaio di anni, ma tanto basta per farne il secondo centro più importante in Abruzzo nel settore, dopo Castelli (Te).

L’attività ceramista rapinese inizia verso la metà dell’Ottocento e raggiunge il suo culmine a cavallo fra il XIX e il XX secolo, per poi iniziare a declinare nella seconda metà del Novecento.

La ceramica fu portata da Tocco da Casauria a Rapino da Fabio Cappelletti, discendente di una nota famiglia di ceramisti di Castelli che si trasferisce a Rapino all’inizio dell’Ottocento.

La prima bottega artigiana del Paese fu aperta da Raffaele Bozzelli e nei decenni successivi la presenza di artigiani della ceramica si consolida anche con le famiglie ceramiste dei Bontempo, De Nardis, Vitacolonna, ed altre. Spesso le famiglie ceramiste erano imparentate fra di loro come il caso dei Bozzelli con i Bontempo ad esempio. Oppure, le botteghe erano aperte dagli allievi dei Maestri più importanti che decidevano di mettersi in proprio.

Fra le famiglie ci sono stati alcuni ceramisti che si sono contraddistinti per le loro capacità sia decorative che per la foggiatura, come ad esempio Raffaele e Luigi Bozzelli Senior e Junior, Alfredo Bontempo, Antonino e Fedele Vitacolonna.

La produzione oscillava tra oggettistica di uso quotidiano e oggetti più raffinati, delle vere opere d’arte, richieste soprattutto dalle famiglie più ricche della nobiltà o dell’alta borghesia. Una buona parte della produzione di ceramica a Rapino era costituita dagli oggetti votivi o religiosi, come le “Brocche di San Rocco”, santo molto adorato nella zona, manufatto da vendere soprattutto per la festa popolare di Roccamontepiano in onore del Santo protettore dalle gravi malattie (15 – 16 agosto). Un altro oggetto che poi forse è il simbolo dell’arte ceramista di Rapino è sicuramente il fischietto smaltato e maiolicato.

Luigi Bozzelli Senior (https://www.liberati.net/storia-della-ceramica-abruzzo/)

Per maggiori informazioni, si può anche consultare le pubblicazioni:

V. Franceschelli, “La Ceramica di Rapino e i Bontempo”, Edizioni Ferentum, 1994

D.Troaiano e V. Verrocchio “Le più antiche ceramiche di Rapino”, in Azulejos, Rivista di studi ceramici, n. 2, 2005).

Genius Loci: “I Maestri di Rapino: tra ceramica cotta e galletti col fisch

La Redazione di Discovery Abruzzo Magazine

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